America, Mondo, USA

Il traghetto verso la libertà

Ellis Island NY

Un vento gelido che sferza la faccia, una fila interminabile di individui in coda, controlli alle borse, controlli alle persone.

Non sarà stata la stessa cosa, ma quando sei lì ad imbarcarti nel traghetto che ti porta verso Liberty Island ed Ellis Island a New York in prospettiva un po’ rivivi l’esperienza degli emigranti che arrivavano in questi lidi in cerca di fortuna.

Ok. Molto in prospettiva.

Perché loro navigavano mesi nell’oceano prima di arrivare in un paese sconosciuto, che non avevano visto in Tv o sul web come capita invece a noi prima di uno dei nostri viaggi; in un paese in cui erano spesso soli e stranieri, di cui non conoscevano la lingua.

Gli emigranti non avevano mezza idea di quello che li avrebbe attesi dall’altra parte del mondo, l’unica cosa che dava loro la forza di muoversi e lasciare tutto alle loro spalle – casa, parenti, radici – era la speranza di una vita migliore.

Con questi pensieri era annebbiata la mia mente mentre il traghetto della Statue Cruises si staccava dalla banchina e lasciava dietro di sé una scia bianca nell’acqua e il pazzesco skyline newyorkese.

skyline-NY-3 skyline-NY-2

Ellis Island NY

La statua della libertà che vedevo piccola piccola in lontananza si faceva sempre più grande, così come la fiaccola di speranza che brillava alta in mano.

La statua non mi è sembrata più piccola di quanto me l’aspettassi, piuttosto non me l’immaginavo così fiera, decisa, piena di orgoglio… Impressioni ed emozioni che mi hanno avvolta mentre dal ferry boat la osservavo approfittando di quel navigarle intorno che me la faceva vedere da ogni sfaccettatura.

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Approdata a Liberty Island mi sono accorta che c’era poco da fare e da vedere in quell’isoletta: la grande protagonista era lei. La statua della libertà. 

Me la sono goduta in lungo ed in largo, osservandola a 360°, sempre con quel vento che mi sferzava il viso ma che rendeva anche il cielo così luminoso.

Raffa e Lady Liberty

Raffa e Lady Liberty

Poi il traghetto è salpato di nuovo per portarmi ad Ellis Island.

Finalmente. La aspettavo con ansia questa visita, mi attendevo grandi emozioni che non hanno tardato a farsi sentire.

Ellis Island

Ellis Island

Il complesso di Ellis Island è molto grande, fatto di tanti caseggiati in mattoni rossi. Solo uno è aperto e visitabile, e neppure completamente, anzi, è stato da poco riaperto dopo le ristrutturazioni che sono seguite ai danni causati dall’uragano Sandy.

Al piano terra un percorso fatto di pannelli esplicativi, immagini e video porta a scoprire la storia dell’emigrazione a New York dalle origini ai tempi più recenti. Tra l’altro viene fornita un’audio guida gratuita che accompagna lungo l’esposizione.

Il momento più bello per me è stato quando, salite le scale, sono entrata nella grande sala del Registro: una sala ampia, con un soffitto a botte, completamente vuota se escludiamo pochi banchetti in legno e delle panche.

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Ellis Island NY

Qui arrivavano gli emigrati, sconvolti dal viaggio in nave, scaraventati in un mondo sconosciuto, con innumerevoli individui probabilmente in divisa o in camice che si rivolgevano a loro in una lingua incomprensibile. Mi sono subito immaginata il loro stato di spaesamento totale mentre gli splendidi pensieri di speranza che li avevano pervasi pochi minuti prima ammirando la statua della libertà venivano oscurati da nuove emozioni di paura e smarrimento.

In questa sala operavano dei medici che verificavano le condizioni di salute degli emigranti e valutavano se erano sani (e quindi potevano entrare negli USA), se dovevano essere messi in quarantena, o se proprio dovevano tornare a casa (ve lo immaginate essere rispediti al mittente dopo un viaggio del genere?).

All’epoca la sala non era così vuota, era piena di panche sulle quali le persone sedevano ad aspettare il loro turno: dev’esserci stata una gran confusione di voci e lingue diverse… Mica come adesso, che la stanza è così vuota che rimbomba… A me sembrava di stare in una chiesa: mi veniva da tenere la voce bassa, come in una sorta di sommesso rispetto. Nei pochi banchetti rimasti qualche pezzo di carta testimoniava storie di persone che ce l’avevano fatta a superare quei controlli e che ora erano a tutti gli effetti cittadini americani integratissimi, con figli e nipoti… E qui a leggerne le storie una lacrimuccia l’ho trattenuta a stento.

Sì, mi sono emozionata, anche se per me non è una cosa poi così strana emozionarmi.

Ellis Island NY Ellis Island NY Ellis Island NY Ellis Island NY Ellis Island NY

E’ stato questo il bello del viaggio verso la libertà che ho ripercorso tra Liberty Island e Ellis Island, la conferma e la celebrazione del sogno americano che molti hanno vissuto: arrivare in una terra nuova, pieni di speranze ed aspettative. E trovare esaudimento a tutte le proprie preghiere. Un’America che ti accoglie a braccia aperte chiunque tu sia e da ovunque tu venga. Che ti dà i mezzi per raggiungere i tuoi obiettivi ed esaudire i tuoi sogni.

E’ qualcosa di enorme. Bellissimo.

Poi lo so che in realtà in molti casi gli emigrati vivevano in condizioni disagiate, in zone periferiche, lavoravano alla giornata facendo i peggio lavori e che le possibilità di integrazione sono arrivate molto dopo il loro sbarco nella Grande Mela.

Però in molti ce l’hanno fatta. Ed è questo che conta e che giustifica quell’emozione, che fa venire i brividi quando vedi la fiaccola di Lady Liberty alta e ritta in cielo o la bandiera a stelle e strisce che sventola fiera al vento. Ed è questo che ancora al giorno d’oggi alimenta quel Sogno Americano.