Barcolana a Trieste da dentro e dall’alto

La Barcolana da quasi mezzo secolo anima la città di Trieste e il suo golfo azzurrissimo punteggiandolo per un paio di settimane di candide vele.

Il bello è che oltre a portare in città tantissime persone appassionate di vela, la Barcolana è un evento sentito forte forte dai triestini che partecipano con entusiasmo e si lasciano coinvolgere nella festa e nella gara.

In pratica non è solo una competizione velistica, la Barcolana è la festa di Trieste.

Non era la nostra prima volta, ma quest’anno (vi parlo di ottobre 2013) a Trieste per la Barcolana c’eravamo anche noi, e grazie all’organizzazione di TriesteSocial, partecipando a #BarcolanaLive tra le altre cose avremmo potuto vivere dal mare l’evento, salendo a bordo di una delle tante vele.

Solo che a poche ore dalla partenza essendoci un solo posto a disposizione a bordo, io e Raffa abbiamo tirato a sorte, contendendoci tra noi quel prezioso posticino in mezzo al mare.

Chi non avrebbe visto la Barcolana dal mare l’avrebbe osservata dall’alto della strada Napoleonica, il sentiero con vista sul golfo che collega Opicina e Prosecco.

Personalmente – avendo cavallerescamente ceduto il posto in barca a Raffaele – ero un po’ triste perché non avrei navigato, ma ero comunque felice che avremmo potuto avere due punti di osservazione privilegiati sulla manifestazione: da dentro, come chi la Barcolana la vive dal mare navigando, e dall’alto, come chi la Barcolana la vive da fuori come spettatore.

[E poi speravo soprattutto che Raffaele dal mare avrebbe fatto foto migliori di quelle che avrei potuto fare io al posto suo.]

E’ così che a me è “toccato” il panorama dalla Strada Napoleonica. Questo sentiero è lungo circa 3,7 km quindi conviene percorrerlo con scarpe comode (sempre) e raggiungerlo con un certo anticipo rispetto all’orario di partenza della gara (il cannone dà il via alla competizione alle ore 10.00) durante la Barcolana.

Quest’anno vista l’assenza di vento me la sono presa comoda e ho percorso con calma il sentiero che, dopo un primo tratto iniziale ricco di vegetazione, si apre offrendo una vista unica sull’azzurra tavola del golfo di Trieste.

La giornata era magnifica: il sole brillava nel cielo riverberando scaglie dorate sull’acqua del mare. Il sentiero era piuttosto affollato, percorso da persone di ogni età venute fin qui per approfittare sì della vista, ma soprattutto della bella giornata, lasciar giocare i bambini all’aria aperta, far fare una passeggiata al cane ed incontrare gli amici.

Napoleonica Trieste

Napoleonica Trieste

Napoleonica Trieste

Come uccelli appollaiati tra i rami, tra i tronchi degli alberi e gli arbusti c’erano tantissimi fotografi che si erano fatti spazio con i loro cavalletti ed i super obiettivi, e poi gli appassionati della gara equipaggiati con cannocchiali e gli occhi sempre puntati sul mare.

C’era addirittura chi si era portato tavoli e sedie da pic nic e tra una partita a carte ed un bicchierino di vino rosso affettava salami e tagliava forme di formaggio: il mare e le vele in lontananza facevano solo da sceneggiatura.

Napoleonica Trieste

Napoleonica Trieste

Napoleonica Trieste

Napoleonica Trieste

Le vele sul golfo erano bianche, minuscole ed indistinte.

Ed anche quando dopo l’avvio della gara la vela bianca è stata sostituita dal gennaker colorato, provare a distinguere una barca tra la miriade di vicine rimaneva comunque un’impresa difficile…

Neanche impegnandomi sono riuscita ad individuare la vela gialla di Enterprise, la barca dei ragazzi di Barcheyacht sulla quale navigava Raffaele (se posso dire “navigare”, considerata la sfacciata assenza di vento).

Per lui la giornata in barca è iniziata molto presto ed è finita tardi perché come appena detto il vento non si è presentato all’appuntamento con la 45° Barcolana.

Vivendo dal mare questo evento si capisce come si tratti pur sempre una gara, ma soprattutto di un evento conviviale, un’occasione per stare in amicizia e godersi la passione per il mare che accomuna tutti i membri dell’equipaggio.

45a Barcolana Trieste 45a Barcolana Trieste

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La lunga giornata è trascorsa tra tante chiacchiere, ad osservare l’acqua azzurra e le vele delle barche vicine, e a parlare di Italia, turismo e progetti, come quello innovativo di Bluewago, una start-up turistica nata dal polo tecnologico di Trieste che si propone come intermediario per chi desidera mettere in affitto i propri yacht, barche a motore e a vela e chi vuole noleggiarli (se sognate una vacanza in barca nel Mediterraneo e vi manca il mezzo giusto, date un’occhiata al loro sito).

45a Barcolana Trieste 45a Barcolana Trieste 45a Barcolana Trieste

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E anche se la partenza è stata buona, dopo poco, a causa della mancanza di vento, la barca non ne ha più voluto sapere di muoversi: sono state fatte “manovre di emergenza” (tipo saltare da una parte all’altra della prua sperando che il movimento generasse movimento), ma nulla è valso l’impegno e, pur continuando a scivolare pianissimo sull’acqua, si è passati alla “fase 2”.

Dalla stiva sono usciti piatti freddi e birra, e come dessert una bella fetta di gubana per tutti (la gubana è il dolce tipico per eccellenza del Friuli Venezia Giulia: un pane dolce ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa e scorza di limone grattugiata). A guardarsi intorno anche gli altri equipaggi sulle altre barche l’hanno pensata allo stesso modo.

A pomeriggio inoltrato la barca è tornata in porto mentre il sole tramontava sul golfo di Trieste e i festeggiamenti della 45. Barcolana andavano spegnendosi in città.

A prolungare ancora un po’ quella giornata triestina il profumo del mare, il calore del sole sulla pelle ed il salso nei capelli.

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