Italia, Veneto

La Dorona, il vino d’oro di Venezia

venissa venezia

Nel cuore della laguna Veneta, nascosta tra le mura di una piccola tenuta a pochi passi dai colori brillanti delle case di Burano c’è una vigna antichissima, la Dorona, che produce le uve dorate di un vino che era il più amato dai Dogi di Venezia.

Chi se l’aspettava che lì, in un lembo di terra in mezzo alla laguna salata potesse esserci una vigna?

Eppure non è un pensiero così fuori dal mondo: in passato in laguna c’erano molti vigneti, lo ricordano i nomi dei luoghi: San Francesco della Vigna, Isola delle Vignole…

La Dorona era uno dei vitigni coltivati in laguna, molto apprezzati da nobili e dogi veneziani, ma che con il tempo sembrava essere andato perduto.

Durante una visita a Burano il sig. Bisol (già proprietario di vigneti sulle colline di Conegliano) ha individuato nel giardino di una signora una vite che non aveva mai visto prima, con uva gialla color dell’oro. Informandosi e facendo ricerche è risalito alla Dorona.

Venissa Mazzorbo Venissa Mazzorbo Venissa Mazzorbo Venissa Mazzorbo

Un lungo lavoro di ricerca ha poi portato all’individuazione dell’isola di Mazzorbo come ambiente ideale per trapiantare le viti e ridare la luce alla vigna e all’antico pregiato vino.

Noi la tenuta Venissa l’abbiamo visitata in una calda giornata di giugno, mentre fuori dalla vigna murata i canali erano affollati delle barche e dei vogatori della Vogalonga.

Venissa Mazzorbo

Venissa Mazzorbo

Se anche voi volete fare una visita guidata alla vigna e degustare la costosa e ricercata Dorona dovete prenotare per tempo: una volta lì vi racconteranno la sua storia e vi porteranno a passeggiare tra i filari, poi terminerete con una degustazione nel cantinone.

Vi dico solo in velocità che i filari di vite non sono molti, ma il loro numero limitato è voluto, che accanto alle viti ci sono aiuole di erbe aromatiche ed un orto con splendidi carciofi, cardi, ed altre verdure che servono da ingredienti per la cucina stellata Michelin del Ristorante Venissa che si trova all’interno della tenuta.

Vi dirò invece con più entusiasmo che ho assaggiato quel vino da re (o da dogi) dal colore dell’oro, e pur non essendo un’intenditrice di vino né tanto meno una sommelier, ne ho gustato con attenzione scrupolosa il sapore ed odorato l’odore, ho cercato la salinità dell’acqua della laguna che le radici delle piante di questa vite stranamente si sono adattate ad estrarre…

Venissa Mazzorbo Venissa Mazzorbo Venissa Mazzorbo

Non mi sono lasciata sfuggire questo vino da capogiro. E non da capogiro perché ne abbia bevuto così tanto da farmi girare la testa, ma perché il prezzo fa un po’ venire le vertigini (almeno per me, gli intenditori ed appassionati non saranno d’accordo probabilmente).

Degustando la Dorona

Degustando la Dorona

Ma che ci volete fare, è un vino ricercato: un po’ per la sua storia “regale”, un po’ per il suo colore prezioso, un po’ per la bottiglia che lo contiene disegnata dall’artista Moretti e che al posto di un’etichetta presenta una foglia d’oro. Non è un vino da tutti i giorni, ma un intermezzo particolare durante una visita nella laguna di Venezia, un calice che va sorseggiato con uno sguardo sui canali, o sulla perfetta quiete di questa piccola tenuta nascosta tra quattro mura a soli due passi dalle vie piene di turisti della bellissima Burano.

Invitante il ristorante Venissa all’interno della vigna murata, con la sua cucina a vista (con i cuochi e lo chef all’opera) ed i tavoli in veranda, e l’ostello omonimo con poche camere a disposizione, ma a vedere dalle foto del sito estremamente belle ed ospitali.

Tutte le info sulla vigna Venissa, il ristorante, l’ostello, il vino e le degustazioni le potete trovare sul sito ufficiale. Per una passeggiata tra i filari di vite ed ammirare l’antico campanile invece l’accesso è libero, purtroppo però se avete con voi un cagnolino – ve lo dico con anticipo – non potete entrare: i cani non sono ammessi! 🙁