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New York Sketchbook – Libri in viaggio

Ho sempre avuto tanti libri fin da piccola e sono sempre stata una grande lettrice.

A casa dei miei c’è una libreria che trasborda di libri: beh ovvio non sono solo miei, anche dei miei familiari. Ci sono anche delle vecchie enciclopedie che oggi non si sa nemmeno più cosa sono ma una volta andavano alla grande. Ora che vivo per conto mio sto cercando di crearmi la mia libreria anche nella mia casa.

Comunque quello che volevo dire è che i libri per me sono importanti. Fisicamente intendo: ho proprio bisogno di vederli lì allineati sugli scaffali, in tutto il loro splendore di copertine colorate.

Quindi anche quando viaggio i souvenir che mi porto a casa spesso coincidono con i libri. A New York per esempio sono andata a visitare la Public Library, mi sono fermata come al solito al bookshop (non riesco a non entrare in un bookshop quando ne vedo uno) e mi sono detta che non potevo tornare a casa senza un libro preso lì.

Ne ho sfogliati molti, ne avrei voluti comprare tantissimi, ma alla fine per limitare la spesa e il peso in valigia ne ho scelto uno.

Si chiama New York Sketchbook e mi ha attratto per le sue illustrazioni. Racconta New York e i suoi quartieri: un pochino utilizza le parole – soprattutto nella parte introduttiva iniziale – ma poi lascia parlare le illustrazioni che sono spaccati realistici di angoli di New York.

New York Sketchbook

New York Sketchbook

New York Sketchbook

New York Sketchbook

Strano perché non ho molti libri illustrati: anche se mi piacciono molto preferisco i libri pieni di parole perché quelli soddisfano la mia lettura metodica, dalla prima all’ultima pagina, quelli che mi fanno addentrare nelle storie, vedendo che le pagine lette aumentano giorno dopo giorno mentre quelle che mancano alla fine del libro sono sempre meno.

Invece con New York Sketchbook non c’è fretta o brama di leggere: mi siedo sul divano, mi metto comoda comoda e apro New York. Quando lo faccio mi sembra di teletrasportarmi di nuovo lì, tra le strade che respirano fumo dai tombini, sospesa sul fiume Hudson tenuta su solo dagli archi e dai tiranti del Ponte di Brooklyn, o di respirare gli odori di China Town mentre sono confusa dalle sue insegne in cinese.

E’ una sensazione piacevole sapere che quando sento la mancanza di New York posso rifugiarmi tra quelle illustrazioni d’acquerello e quelle didascalie scritte in corsivo.

Ancora una volta pezzi di carta che fanno viaggiare.

La magia dei libri. 

New York Sketchbook

New York Sketchbook