Trekking Col Margherita – Lago di Cavia – Passo S. Pellegrino

In occasione dei suoni delle Dolomiti come già vi ho raccontato qui la sveglia è suonata presto al mattino e di buon ora abbiamo raggiunto in funivia il col Margherita per assistere all’esibizione dei Corni della Scala nel magico scenario delle Dolomiti della Val di Fassa.

Per quanto io mi fossi svegliata presto quel giorno, una volta che mi sono ritrovata in quota circondata da uno splendido paesaggio con una mattinata limpida, asciutta e inondata di sole ho subito capito che sarebbe stato un peccato lasciarmi sfuggire l’occasione di fare un trekking.

Così quando i corni hanno smesso di suonare abbiamo deciso di non riprendere la funivia e ritornare comodamente al punto da cui eravamo partiti, ma di affrontare un leggero trekking per ritornare alla partenza con le nostre gambe.

Già sul Col Margherita il paesaggio è come piace a me: tanto prato, pochi alberi (piuttosto arbusti bassi) e la vista che può spaziare liberamente sulle montagne tutto intorno.

Si parte, davanti a noi le Pale di San Martino
Si parte, davanti a noi le Pale di San Martino
Inizia la discesa
Inizia la discesa

Quindi iniziamo a scendere la sinuosa stradina di sassi che ci conduce al Lago di Cavia. Il mio sguardo è totalmente ipnotizzato dalle Pale di San Martino che se ne stanno ritte davanti a me in lontananza (ve l’ho già detto altre volte che ho un debole per quelle montagne, sono proprio BELLE). Anche se da qui si vede il loro lato B mi emozionano ugualmente.

Intorno i colori sono quasi elettrici: l’erba è di un verde acceso, di quel tono che solo le piogge di montagna sanno infondere e che solo il sole brillante del mattino sa riverberare. Il cielo è di un azzurro intenso, non c’è una nuvola ad attraversarlo.

Dopo un po’ di tranquillo passeggiare arriviamo ad un punto in cui più strade si incontrano e alcuni cavalli brucano l’erba: noi proseguiamo in discesa e da lì a poco incontriamo il bacino artificiale del Lago di Cavia, che ci regala bellissimi riflessi di montagne verdi sulle sue acque cristalline.

Lago di Cavia
Lago di Cavia
Lago di Cavia
Lago di Cavia
Lago di Cavia
Lago di Cavia

Attraversiamo la diga e raggiungiamo l’altro versante del lago. Da qui ad 1 ora e mezza circa, imboccando un altro sentiero, si può raggiungere una malga, ma siccome con noi passeggia Lola, al suo primo trekking, ci siamo svegliati presto e in lontananza vediamo ammassarsi nuvoloni che rendono incerto il meteo decidiamo di non attardarci su altri sentieri e di proseguire per la nostra strada. Riguadagniamo quota percorrendo un sentiero che in alcuni punti è piuttosto scivoloso e fangoso anche a causa delle recenti piogge.

Raggiungiamo nuovamente una radura dove ci fermiamo a prendere fiato. In silenzio a immagazzinare negli occhi e nel cuore tutto il verde delle montagne, le forme e le sagome che si stagliano contro il cielo azzurro. Pensiamo di dare così un po’ di tempo a Lola per riposare, ma in realtà scopriamo che quella è una scusa bella e buona perché gli stanchi qui siamo piuttosto noi “umani”.

Le montagne dal lato del Passo San Pellegrino
Le montagne dal lato del Passo San Pellegrino

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Ora il sentiero si fa pieno di pietre e diventa molto ripido. E’ l’ultimo tratto, probabilmente quello che in inverno diventa una pista da sci, ed anche il meno interessante di tutto il percorso visto che non c’è gran ché da vedere: pietre, alberi e nulla di più. Nemmeno le montagne si vedono più chiare come prima.

Stiamo arrivando alla base della funivia del Col Margherita, è metà mattina e mentre noi stiamo concludendo il nostro trekking incontriamo altri escursionisti che risalgono a piedi il sentiero. Loro ancora freschi stanno muovendo i primi passi verso la cima…

Salutiamo e auguriamo una buona passeggiata: il bello della montagna e dell’incontrarsi lungo i sentieri, un saluto non si nega a nessuno, ma piuttosto è doveroso.

Noi stanchi ma con il verde negli occhi andiamo a farci una dormita ristoratrice!

Stanchi ma felici! :-)
Stanchi ma felici! 🙂
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