Dog friendly, Italia, Umbria, Viaggi in camper

Assisi e la Basilica di San Francesco

Assisi, seconda tappa del nostro viaggio in Umbria in camper (trovate l’itinerario completo qui) è stata per me una [bella] scoperta.

Il motivo di tanta sorpresa è che ero un po’ scettica. Tendo a guardare con occhio dubbioso a tutti quei luoghi che nascono come scrigno di forti valori spirituali perché puntualmente mi sembra che quell’aspetto si perda per strada in favore del valore dell’economia e del far soldi.

E nonostante nemmeno ad Assisi siano mancati i negozi di souvenir con mazzi di rosari in bella mostra ed ogni genere di oggetto – dai sottopentola alle calamite da frigo – con l’effige di qualche santo, la cosa non mi ha infastidito più di tanto e sono riuscita a guardare oltre lasciandomi avvolgere da una sensazione di completezza.

Assisi basilica san Francesco

Il prato di fronte alla Basilica

Ho raggiunto la Basilica di San Francesco dopo che passeggiavo per le vie del centro città già da 1 ora e mezza, forse 2. Mi sono data il tempo di far crescere dentro di me l’aspettativa, e quando finalmente i miei occhi hanno incrociato la facciata pulita e delicata della chiesa, il suo rosone centrale ed il prato inglese che si estende davanti all’ingresso mi sono lasciata scappare il primo sorriso.

Si stava proprio bene lì. Il paesaggio era bello, nemmeno le tante persone che mi circondavano mi infastidivano dopotutto.

Sopra la mia testa le nuvole correvano veloci, soffiava un vento moderato che scompigliava i capelli e permetteva a qualche timido raggio di sole di spuntare di quando in quando tra le nubi impegnate nella loro folle rincorsa.

Assisi

Assisi

Facciata della Basilica di San Francesco

Facciata della Basilica di San Francesco

Non sono entrata subito all’interno della Basilica: quando si viaggia con un cane bisogna essere pronti a darsi i turni per visitare le attrazioni, quindi mentre Raffaele entrava a scoprire i suoi tesori io mi sono seduta fuori sugli scalini, con Lola sulle gambe beatamente immersa in sogni pacifici e la guida in mano. Ho trascorso il tempo della visita del mio compagno immersa nella lettura della guida, anticipando la visita vera e propria alla chiesa con una virtuale.

L’immaginazione ha galoppato, ma non è bastata. Dopo aver affidato Lola in buone mani sono entrata nella Basilica di San Francesco dall’ingresso superiore e lì ho veramente realizzato la meraviglia che quelle quattro mura celavano.

Affreschi ovunque – sulle pareti e sui soffitti. Colori meravigliosi, storie raccontate con le immagini che non ti bastano tre giorni per scoprirle tutte.

Purtroppo all’interno è vietato scattare foto. O forse per fortuna perché non mi sarebbe bastata la batteria dell’Iphone per documentare tutta quella meraviglia! In ogni caso conservo tutto ben chiaro nella memoria.

Basilica superiore San Francesco

Una foto l’ho rubata! Basilica Superiore

Ma se la Basilica Superiore affascina quella Inferiore suscita qualcosa in più: il soffitto è più basso ed i meravigliosi affreschi che anche qui tappezzano ogni centimetro di muri e soffitti sono più vicini. Sembra quasi di toccarli con un dito, ho sentito un maggior raccoglimento, mi è sembrato di essere anche più vicina a me stessa.

Basilica Inferiore di San Francesco, Assisi

Basilica Inferiore di San Francesco, Assisi

Il chiostro esterno della Basilica di San Francesco

Il chiostro esterno della Basilica di San Francesco

Basilica di San Francesco, Assisi

Basilica di San Francesco, Assisi

Poi si scende ancora più giù, nella cripta dove sono conservate le spoglie di San Francesco e mi sono ritrovata seduta ad uno dei banchi ad osservare le persone che mi circondavano che sicuramente avevano più fede di me e che erano lì con il cuore aperto a chiedere o a ringraziare qualcuno o forse qualcosa.

E a quel punto la sensazione che ti invade è strana, non capisci bene, non riesci a comprendere la fede cieca che molte di quelle persone possono avere dentro di sé, provi ad immaginartelo, un po’ vorresti anche tu credere ciecamente a qualcosa, ma ti fai ancora troppe domande.

E nonostante questo ti ritrovi dopo tanto a fare una preghiera, non di quelle meccaniche che ti hanno insegnato da piccolo, ma a parlare con qualcuno che non sai se ti ascolterà. Non chiedi tante cose, solo che protegga le persone a cui vuoi bene, quelle vicine e lontane, quelle che ci sono e quelle che non ci sono più e che chissà dove sono.

Non sai se rivolgendoti a qualcuno o qualcosa ci sia davvero qualcuno o qualcosa in ascolto. Forse è questo il passaggio che mi manca per poter credere ciecamente, senza porsi troppi “se” e “ma”. Io invece mi faccio troppe domande in genere e non so se questo vada bene per la fede.

Ed alla fine non me lo aspettavo ma sono riemersa in superficie con un sorriso in più, il cuore più leggero e la voglia di abbracciare le persone a cui voglio bene.

Qualcosa di più su Assisi

Mi dispiace aver parlato fin qui solo della Basilica di San Francesco, questo post non era nato così: volevo parlarne solo marginalmente, raccontare anche altre cose su Assisi, ma poi scrivi e cancella sono finita lì dimenticandomi del resto.

Sono certa che la mia esperienza qui sopra è molto personale e che non tutti sentiranno quello che ho provato io (per fortuna siamo tutti diversi), ma volevo far capire come un posto così “gettonato” e (dico forse) un po’ strumentalizzato in realtà a me abbia trasmesso emozioni autentiche (e anche inaspettate).

Per chi vuole proseguire la visita alla città consiglio di salire lungo la Via Cardinale Raffaele Merry de Val e da lì addentrarsi in una laterale: si percorrono vicoli tranquilli fiancheggiati da abitazioni che molto spesso sono conventi di ordini monastici che probabilmente non avrete mai sentito. Da qui si può proseguire a piedi fino a raggiungere la Rocca Maggiore da cui si gode di una bella vista sulla chiesa e sulla valle. Se non avete voglia di passeggiare troppo potete fermarvi alla Chiesa di Santa Margherita, piccola e raccolta e da lì guardare alla Basilica che si trova appena sotto.

La Basilica di San Francesco, Assisi

La Basilica di San Francesco, Assisi

Assisi

Assisi

Selfie

Selfie coccoloso

Il resto del centro storico è ugualmente molto bello e curato, la via principale è abbastanza animata da turisti (poi dipende dal periodo in cui visitate Assisi), ma se vi sembra troppo affollata potete sempre deviare in qualche stradina laterale per trovare scorci semi deserti e vicoli silenziosi.

Vie carine di Assisi

Vie carine di Assisi

Panorama da Assisi

Panorama da Assisi

Se ne avete il tempo si può prevedere una passeggiata nel Bosco di San Francesco, gestito dal FAI, il cui ingresso è adiacente alla Basilica (a pagamento), oppure visitare tutta la zona antica della città dove sono ancora visibili i resti romani, raggiungere l’Eremo delle Carceri (solo a piedi) dove San Francesco si ritirava a pregare e meditare, o ancora scoprire le altre chiese della città in particolare quella di Santa Chiara – non ricca e bella come la Basilica di San Francesco – ma comunque importante perché qui sono conservate le spoglie di questa santa.

cane stanco

Dopo una passeggiata intensa ad Assisi potreste ritrovarvi così! 🙂