Cambiare strada

Cambiare strada è una cosa difficile.

Credo che per nostra natura siamo persone alla ricerca di stabilità. Stabilità negli affetti, stabilità nel lavoro, stabilità nelle piccole cose di tutti i giorni. Quando qualcosa risulta essere “fuori posto”, diversa da come ce la aspettiamo o immaginiamo allora ci sembra che la terra ci manchi sotto i piedi.

L’immagine che molto spesso mi viene in mente è di una vita che corre su dei binari, dai quali con difficoltà possiamo “uscire”: dobbiamo solo di proseguire dritti, o al massimo possiamo scegliere quale rotaia imboccare ad un bivio.

Personalmente non credo che far correre la propria vita su dei binari sia qualcosa di negativo e miserabile, anzi, e che tendenzialmente siamo tutti alla ricerca del “binario giusto” nel quale far correre la nostra locomotiva. Io guardo con ammirazione a chi ha capito cosa vuole dalla sua vita ed è a suo agio su quei binari!

Il problema è quando percepiamo che il binario sul quale corriamo non ci appartiene, che stiamo seguendo un percorso che non è quello che vorremmo, la locomotiva sembra troppo veloce per scendere, ai finestrini vediamo scorrere un paesaggio che non ci piace o uno in lontananza che vorremmo raggiungere.

In questi casi uscire da quei binari può essere una necessità, un bisogno che ci sentiamo dentro e qualcosa che dobbiamo a noi stessi se non vogliamo continuare la nostra vita verso un orizzonte che non è quello adatto a noi e trovarci un giorno pieni di rimorsi e rimpianti.

Alcune volte cambiare strada può essere semplice, altre volte non lo è affatto. Magari sono le convenzioni sociali e le convinzioni di chi ci circonda a bloccarci nelle nostre scelte “alternative”, altre volte sono le insicurezze, sia intese come poca fiducia in sé stessi, sia intese come un andare incontro all’inaspettato.

Spesso la cosa che ci spaventa di più in questi casi è la paura del non sapere cosa sarà dopo, del perdere le certezze e le sicurezze (che poi spesso sono molto relative). Che questo atteggiamento sia parte della nostra cultura occidentale? Gli orientali tendono a prendere le cose diversamente, a vivere con più serenità la loro vita.

In tutto questo mi dispiace pensare che la tendenza al negativismo vada per la maggiore: ci viene automatico immaginare che quello che sarà dopo, lo sconosciuto, l’inaspettato, sarà per forza o molto probabilmente peggio di quello che stiamo vivendo. Ma perché?

Io voglio credere che là fuori ci sia un mondo di opportunità.

Dopo tanti patemi e paranoie, tanto scervellarsi per pensare se quella scelta fosse quella giusta e le millemila possibili conseguenze (che comunque non riuscirai mai e poi mai nemmeno ad immaginarle tutte) io la mia decisione l’ho presa.

E la scelta – seppur non facile – alla fine mi è sembrata ovvia e doverosa per me.

Sbatterò il naso contro muri, mi butterò giù a volte ma credo che ne valga la pena.

E’ vero che la vita è una sola e non va sprecata, che è fatta di attimi che vanno vissuti come se fossero gli ultimi.

Non penso che chiusa una porta si apra un portone, ma una miriade di altre mille porte da socchiudere, spalancare o alle quali bussare, basta trovare il coraggio.

Io inizio a percorrere una nuova strada, mi sto tracciando un nuovo percorso, vediamo dove mi porterà.

“Ma il coraggio é anche questo. La consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai” Giorgio Faletti

“Cambiare è una delle cose più difficili da fare. Il cambiamento ci fa paura e nessuno vuole davvero correggere il proprio modo di vivere. […] Cambiare, come si fa? E questo senso di impotenza aumenta la nostra predisposizione al mal-essere.” Tiziano Terzani

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17 Comments

  1. says: Liz Au

    Ciao Vale,
    Mi trovo molto vicina al tuo post, soprattutto in questo momento in cui sto per chiudere un capitolo della mia vita e se ne sta per aprire un altro. La porta non l’ho ancora trovata, davanti a me ce ne sono diverse e mi trovo abbastanza indecisa su quale aprire.
    Bella la metafora dei binari.. No, non c’è niente di sbagliato a voler percorrere un binario piuttosto che correre tra i campi, ma alle volte é bello anche saltare giù dal treno, correre per distese di spighe al tramonto per poi riprendere il treno, magari più avanti e magari con una destinazione diversa dalla precedente. 🙂

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Grazie Liz,
      la metafora dei binari era quella che mi è venuta in mente, ma credo che anche correre in una distesa di spighe dorate sia bellissimo! 🙂
      In bocca al lupo anche a te per il nuovo capitolo della tua vita allora! ♥

  2. says: Claudia

    Che bel post Vale! Nonostante io ami il treno preferisco pensare non alla metafora dei binari (un percorso già predefinito, con qualche opzione sì, ma già segnato) ma a un bel prato dove essere liberi di scegliere i sentieri già precostituiti oppure avventurarsi a caso e vedere dove si arriva, seguendo il proprio istinto e la propria voglia di andare.
    Qualsiasi sia la tua scelta di vita.. in bocca al lupo! 😀

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Grazie Claudia! Come dicevo a Liz qui sopra anche l’idea del prato o dei campi di spighe non mi sembra niente male 🙂
      Crepi il lupo! :*

  3. says: Ezio

    Hai proprio ragione. Meglio sbattere contro un palo o muro, ma aver fatto una scelta. Io ti appoggio in quello che hai detto e ti auguro il meglio, che meriti.
    Questa mattina ci siamo svegliati con voglia di riflessione, anche io ho scritto di ritmi lenti e di un cambiamento anche se diverso, alla fine basta solo rendersene conto..

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Sì credo che sia necessario acquistare innanzitutto la consapevolezza, perché è quella che prima o poi ti fa affrontare la vita con occhi ed uno spirito nuovo. E ti fa fare scelte personali.
      Grazie Ezio! 🙂

  4. says: Eli San

    Ciao! Complimenti per il blog!!!
    Credo proprio che quando si prende il treno “giusto” per noi, lo si capisca e ci si sente un tutt’uno con l’universo e con la splendida natura che ci circonda e della quale facciamo parte. . . io, la vedo così… 🙂
    Bel post davvero…
    Passami a trovare quando ti va’..quaesto è il mio nuovo blog di arte, in costruzione e trasformazione…
    http://cuoreeanimaacolori.blogspot.it/

    Eliana

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Ciao Eli San, grazie per il tuo commento e per essere passata di qui.
      Sì credo che in fondo tutto quello che facciamo è finalizzato ad essere più felici, io mi auguro che questa scelta mi porti ad esserlo! 🙂
      A presto
      Valentina

  5. says: Claudia

    Grazie per questo post, mai momento fu più adatto per leggerlo. E per interiorizzarlo.
    I binari, le strade, i percorsi che abbiamo (o che ci hanno) scelto con il tempo invecchiano. Diventano scontati, routinari. Non ci entusiasmano più come all’inizio, quando la strada sembrava infinita e piena di mille avventure. C’è bisogno – di tanto in tanto – di fermarsi e ripensare la destinazione. E se la meta non è più così interessante, se non ci interessa più perché sono cambiate le prospettive e le aspettative, è bene cambiare. Uno scossone, un terremoto, ma poi si ricostruisce. E si riprende una strada diversa, che ha ancora fiori da raccogliere lungo i bordi per farne dono a se stessi (soprattutto!) e a chi ci sta accanto.

    1. says: Vale Diarioinviaggio

      Cara Claudia… Grazie a te per questo commento, hai centrato in pieno quello che penso e che sto vivendo: il cambiamento è un’opportunità per essere più felici. E se noi stiamo bene con noi stessi per forza ne beneficeranno anche le persone che ci circondano. Io penso che ora potrò essere più sorridente, più disponibile verso gli altri.. Più serena insomma!

  6. says: Luca

    Per caso mi sono imbattuto in questo post e devo dire di condividere ogni tua singola parola. Ti faccio i complimenti per aver avuto il coraggio di cambiare strada….cosa non facile e ti auguro il meglio 😉 e complimenti per il blog! 🙂

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