Belgio, Europa

Cronaca di un weekend a tutta birra tra Bruxelles, Bruges e Gent

E’ bello in una coppia avere delle passioni in comune, la mia e di Raffaele è sicuramente la birra. Per festeggiare il suo compleanno ho organizzato a sorpresa un weekend “birroso” in Belgio, nelle Fiandre, una delle destinazioni per eccellenza patria della buona birra.

Tutto è iniziato da un piccolo aeroporto italiano un po’ squallido: il Canova di Treviso da cui partono spesso voli super low cost per Bruxelles. Con la guida della Lonely Planet in una mano ed un po’ di informazioni sulle birrerie del Belgio dall’altra (spulciate il sito dell’Ente del Turismo Fiandre per lasciarvi ispirare) abbiamo preso posto nel nostro aereo e siamo arrivati a Bruxelles con una certa sete.

bruges partenza

Avremmo potuto prendere subito un treno per Bruges o Gent, ma vista l’ora abbiamo preferito fermarci in città e partire per le Fiandre al mattino successivo.

Il nostro primo assaggio di birra l’abbiamo avuto in un ottimo ristorante in centro a Bruxelles: La Fin de Siécle, consigliatoci dal nostro host Airbnb e riconfermato da Tripadvisor, da molti italiani che abbiamo trovato nel ristorante e – dopo averlo testato – anche da noi.

Questo ristorantino non è molto grande quindi in genere meglio prenotare oppure fate come noi, mettetevi in fila con una buona dose di pazienza ed una birra in mano e vedrete che vi faranno accomodare molto velocemente. A La Fin de Siécle si mangia cucina locale soprattutto a base di carne (stufato, stinco, spezzatino…), i piatti sono unici comprensivi di contorno e molto abbondanti, non c’è un menu ma una lista di 4-5 pietanze tra le quali scegliere che vi vengono presentate dai camerieri quando ordinate.

Qui abbiamo bevuto le nostre prime birre: l’Orval, una birra scura ed ambrata (6.5 gradi), leggera, ma che lascia un gusto amaro persistente, una Hoegaarden chiara e leggerissima il cui gusto ricordava il limone e la cannella ed una Leffe, bionda, scura ed intensa.

 

Raffa con la sua Orval

Raffa con la sua Orval

Io con la mia Hoengarten

Io con la mia Hoegaarden

 

Soddisfatti della super cena (con un ottimo rapporto qualità-prezzo) e della nostra prima bevuta belga la serata è proseguita passeggiando nell’animatissimo centro storico di Bruxelles fino ad arrivare alla meravigliosa Grande Place illuminata che ci ha trattenuti un po’ lì, incantati, ad ammirarne le luci ed i profili dei palazzi.

 

La Grande Place a Bruxelles

La Grande Place a Bruxelles

Passeggiando ci siamo anche imbattuti in molti negozi di cioccolata, di birra, venditori di waffle… Un po’ per caso abbiamo raggiunto il simbolo di Bruxelles: il Manneken Pis, la statua di un bambino che fa la pipì. Non ho capito perché abbiano deciso proprio di prendere questo come simbolo della città, ma questo rimarrà un mio dubbio probabilmente.

Negozi di birra Bruxelles

Negozi di birra tutti da svaligiare a Bruxelles :p

Il giorno successivo siamo saliti sul treno che ci ha portato nella meravigliosa città di Bruges: era super affollato, forse perché nel weekend molti anche tra i belgi vanno a fare il weekend fuori porta nelle Fiandre!

Dopo aver lasciato i bagagli nella carinissima stanza di una casetta dalla porta verde con vista canale siamo andati in esplorazione della piccola Bruges. Subito abbiamo fatto amicizia con i suoi romantici canali su cui brillava la luce di un meraviglioso sole autunnale. Tappeti di foglie dalle sfumature del rosso, del giallo e dell’arancione attutivano i nostri passi impazienti di conoscere questo piccolo gioiellino di città.

Strade autunnali a Bruges

Strade autunnali a Bruges

Il cane Fidel, la star di Bruges

Il cane Fidel, la star di Bruges

Prima la grande piazza del Burg si è aperta ai nostri occhi: il centro amministrativo con il municipio cittadino. In quel momento una coppia si stava sposando ed un campanello di amici e parenti erano all’esterno pronti a festeggiare i novelli sposi.

Proseguendo oltre abbiamo raggiunto la piazza del Markt su cui si affacciano le tradizionali case fiamminghe e ci siamo fiondati verso uno dei due furgoni verdi che vendono frites proprio davanti al Belfort. Ne abbiamo ordinata una porzione che affogava nella maionese e ce la siamo gustata seduti ai piedi della statua situata al centro del Markt godendoci il momento, il luogo, il via vai di persone, il sole di quella bellissima giornata.

Uno dei camioncini che vendono frites sotto il Belfort

Uno dei camioncini che vendono frites sotto il Belfort

Ma le frites da sole ci hanno messo una certa sete quindi eccoci di nuovo alla ricerca di birre da sorseggiare e da aggiungere alla nostra collezione personale.

Passeggiando incontriamo la birreria 2be che ci ha attratti più che altro per il suo “Wall of Beer” un muro tappezzato da tantissime birre diverse che conduce all’ingresso del locale. Esplorandola abbiamo scoperto che si può stare seduti sul terrazzo con vista su uno dei canali di Bruges. E’ tempo di bere e sorseggiamo rispettivamente una Brugse Zot bionda e una Gouden Carolus doppio malto ad alta fermentazione.

Le nostre birre al 2be

Le nostre birre al 2be

Al 2be fanno anche degli “assaggi” di birra: piccoli bicchieri di diversi tipi di birre locali, un modo carino per provarne di più tipi senza esagerare.

Tappa seguente del nostro beerkend una birreria tradizionale di Bruges, De Garre. Trovarla non è stata una cosa immediata, ma non abbiamo demorso perché immaginavamo – a ragione – che fosse un posto davvero valido. Abbiamo trovato un tavolino libero al terzo piano di quella antica taverna fiamminga nel sottotetto e scelto in fretta e furia (ed un po’ a caso) una Garre ed una Bieken che abbiamo fatto accompagnare da una selezione di formaggi (piuttosto povera a dire la verità, non ve la consiglio).

Noi felici al terzo piano di De Garre, birreria situata in una vecchia casa fiamminga

Noi felici al terzo piano di De Garre, birreria situata in una vecchia casa fiamminga

Le nostre birre da De Garre

Le nostre birre da De Garre

La selezione di formaggi, piuttosto povera!

La selezione di formaggi, piuttosto povera!

De Garre è un posto veramente carino, rustico e tradizionale: attenti però che proprio per questo è molto affollato quindi potreste avere difficoltà a trovare posto.

Waffle al volo e poi smaltiamo le birre sui 366 scalini che ci conducono in alto sul Belfort. Da qui vista bellissima sulla città, sui suoi canali e sui mulini. Peccato per la rete di sicurezza che blocca la visuale e impedisce foto fatte come si deve! Sappiate che ci potrebbe volere un po’ per salire al Belfort visto che all’interno per motivi di sicurezza si accettano massimo 70 persone per volta… Armatevi di pazienza e preparatevi a fare un po’ di coda!

Il Belfort... 366 scalini ti conducono lassù

Il Belfort… 366 scalini ti conducono lassù

Ed ecco la vista dal Belfort

Ed ecco la vista dal Belfort

Decidiamo di fare una tappa serale a Gent: i suoi canali ed i riflessi sull’acqua ci ammaliano ma ci rendiamo conto che la nostra toccata e fuga è troppo azzardata. Facciamo una passeggiata romantica e rientriamo a Bruges con la certezza che dobbiamo al più presto tornare a visitare Gent!

Uno scorcio romantico di Gent

Uno scorcio romantico di Gent

La domenica mattina è iniziata con tranquillità ed una colazione all’inglese (come vi ho già raccontato qui).

Quindi abbiamo proseguito verso i mulini di Bruges: costeggiando il canale ci siamo lasciati incantare dagli alberi vestiti d’arancio e giallo e dalle tante houseboat attraccate, alcune veramente grandi che sono vere e proprie ville sull’acqua.

Houseboat su uno dei canali di Bruges

Houseboat su uno dei canali di Bruges

I miei occhi meravigliati si sono stupiti di quanto questa città fosse pazzesca, soprattutto in quella stagione che ci ha regalato giornate tiepide e baciate dal sole e colori caldi nella natura.

La nostra passeggiata è continuata lungo il sentiero che attraversa il parco Kruisvest dove quattro mulini a vento posizionati in fila uno dietro all’altro si ergono fieri con le loro pale che si stagliano verso il cielo azzurro.

I mulini a vento nel quartiere di Sant'Anna

I mulini a vento nel quartiere di Sant’Anna

Il parco Kruisvest a Bruges

Il parco Kruisvest a Bruges

Famiglie in bicicletta, cani e padroni in passeggiata, persone che si tengono in forma facendo jogging. La zona dei mulini di Sant’Anna mi è sembrata un’oasi lontana dal turismo del centro cittadino. Le ultime ore a Bruges sono volate passeggiando lungo il canale e i vicoli del quartiere di Sant’Anna: non abbiamo visto gli artigiani del merletto che animano questo quartiere, in compenso abbiamo notato le tante immagini sacre della Madonna agli angoli delle strade, sui muri delle case, caratteristica di questa zona di Bruges.

Con un ultima porzione di frites sullo stomaco salutiamo la piccola città, le Fiandre e torniamo in Italia certi che questo pezzetto d’Europa che ci ha ammaliati in così breve tempo ci rivedrà presto per una visita più approfondita e accurata.