Pescatori e profumo di mare a Grado

Grado è un’isola, un’isola piccina del Friuli Venezia Giulia, che davanti ha il mare aperto e ai lati altre isolette e i canali della laguna di Grado e di Marano.

Grado verso la fine del 1800 – periodo in cui come molti altri possedimenti friulani era parte dell’impero asburgico – fu riconosciuta ufficialmente dall’imperatore d’Austria stazione di cura e questo ne fece la sua fortuna perché moltissimi esponenti dell’aristocrazia del tempo venivano qui a trascorrere mesi di vacanze approfittando dell’aria, del sole e della sabbia di questo piccolo paesino con una storia molto antica.

Quindi la semplice isoletta che da sempre aveva vissuto solo di pesca è cambiata, si è arricchita, si è trasformata in destinazione turistica.

Eppure ancora oggi, seppur molto meno di un tempo, ci sono dei pescatori che tutte le mattine prestissimo sciolgono le corde delle proprie imbarcazioni e si recano in mare o in laguna a pescare.

Canale Mandracchio - Grado
Canale Mandracchio – Grado

grado

Li puoi vedere i pescherecci: tanti sono attraccati sul Canale Mandracchio, vicino al centro storico di Grado. Per vederli tornare dalla pesca devi svegliarti piuttosto presto a dire la verità, ma ancora tra le 8 e le 9 del mattino a volte sono lì che riordinano le reti e ripuliscono la barca.

Circa 150 sono coloro che ad oggi fanno parte della cooperativa dei pescatori che dal 1930 riunisce i pescatori di Grado. I pescatori al mattino preso portano alla sede della cooperativa il loro pesce che viene venduto direttamente nella pescheria tutte le mattine dal lunedì al venerdì, spedito in giro per l’Italia o trasformato in gustosi piatti che vengono serviti nel ristorante adiacente alla pescheria, il ristorante Zero Miglia della cooperativa stessa.

E’ proprio di questo ristorante che ti voglio parlare perché qui è successa una cosa bellissima che gli amanti del pesce e del buon cibo apprezzeranno: i piatti che mi sono stati serviti profumavano di mare.

Il ristorante Zero Miglia si trova lungo il canale Mandracchio, in Riva Dandolo, è arredato in maniera semplice di azzurro come l’acqua del mare e di bianco come la spuma delle sue onde. Alle pareti vecchie foto di Grado e dei pescatori, a ricordare la storia della cooperativa e delle persone che l’hanno fatta.

Il menu è totalmente a base di pesce e varia a seconda delle stagioni, a seconda della disponibilità dell’una o dell’altra specie.

Profumo di mare dicevo. Il primo piatto mi è stato servito e mi è sembrato di passeggiare lungo un pontile in una giornata umida, al mattino presto, quando la spiaggia è ancora deserta e i gabbiani gridano e le loro sagome si stagliano su un cielo che piano piano tende ad assumere i colori del giorno.

E invece era un piatto che parlava: un’insalatina di polipo, un’acciuga marinata, un filetto di cefalo appoggiato su una gustosa caponatina oppure quello affumicato poggiato su un crostino.

Crostino di cefalo affumicato - Ristorante Zero Miglia, Grado
Crostino di cefalo affumicato – Ristorante Zero Miglia, Grado
Tris di antipasti - Ristorante Zero Miglia, Grado
Tris di antipasti – Ristorante Zero Miglia, Grado

Una miriade di sapori che riempivano la bocca e ancor prima attiravano l’olfatto e lo stuzzicavano.

Il pranzo è stato una meraviglia, e non vedo l’ora che il ristorante Zero Miglia riapra in primavera per portarci Raffaele (il ristorante chiude anche perché se le temperature diventano troppo fredde i pescatori non escono frequentemente in mare, dunque manca la materia prima).

Boreto alla gradese e altre delizie di pesce - Ristorante Zero Miglia, Grado
Boreto alla gradese e altre delizie di pesce – Ristorante Zero Miglia, Grado

Nel frattempo mi sono ripromessa di fargli una pubblicità da paura perché non capita spesso di trovare prodotti di quella qualità in un ristorante, soprattutto se parliamo di pesce. Invece qui è tutto veramente a zero miglia (non solo il nome), ma addirittura a metri zero, e fa la differenza, ed incide anche sul prezzo.

I parenti li ho già avvertiti, qualche amico pure, ora mi farebbe un gran piacere che il blog facesse il resto!

Le specialità del Zero Miglia sono due e non potete perdervele: il fritto in “sessola” servito su una paletta di acciaio, ed il filetto di pesce accompagnato dalla burrata. Una meraviglia.

Burratina con filetto di pesce e assaggino in saor - Ristorante Zero Miglia, Grado
Burratina con filetto di pesce e assaggino in saor – Ristorante Zero Miglia, Grado
Fritto in sessola - Ristorante Zero Miglia, Grado
Fritto in sessola – Ristorante Zero Miglia, Grado

Grazie al Comune di Grado che mi ha ospitato durante il blog tour #FollowGrado e che mi ha fatto scoprire questa chicca del Friuli Venezia Giulia.

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