Europa, Francia

Parigi tra aspettative e veri e falsi miti

Alcuni luoghi sogni di visitarli così forte che a volte la possibilità di trovarti davvero lì si trasforma in realtà senza che te ne rendi tanto conto.

Quei luoghi li culli e li accarezzi dentro di te, li scaldi in un luogo tra cuore e mente, finché diventano tuoi ancora prima che l’esperienza vera li trasformi in ricordi tra i quali crogiolarsi nelle giornate un po’ così, nelle quali tutto quello che vorresti sarebbe trovarti all’aeroporto con un biglietto tra le mani.

Io nel pensiero di Parigi mi sono cullata a lungo, tanto da aver paura di trasformare quella meta in un viaggio per il timore di rimanere delusa. Forse se un biglietto aereo per la Ville lumière non mi fosse “apparso” tra le mani una domenica mattina non so ancora quanto a lungo avrei aspettato prima di visitare questa città.

In realtà il mio problema con Parigi non era tanto di averla idealizzata troppo, anzi, ho fatto il possibile per evitare troppi film mentali. Piuttosto la grande sfida era quella di non metterla eccessivamente a confronto con il mio grande amore – Londra – e rimanere delusa.

Ovviamente in questa grande sfida personale Londra non è stata scalfita dalla mia top 1 (non mi aspettavo che andasse altrimenti), ma almeno ora torno a casa con un sorriso sapendo che anche Parigi ha saputo meritarsi un posticino nel mio cuore.

Naturalmente delle aspettative me le sono fatte ugualmente, a volte influenzate dai racconti di chi ci era stato prima di me, ma ora che Parigi l’ho vissuta sulla mia pelle posso finalmente parlare con cognizione di causa ed obiettività e vi dico la mia su 4 aspetti della città che oscillano tra mito e leggenda.

Spazi immensi a Parigi

Spazi immensi a Parigi

Grandeur parigino.

Parigi é davvero enorme. In 5 giorni siamo riusciti a conoscerla appena superficialmente: se Parigi fosse una creme brûlé potrei dire che durante il mio viaggio sono riuscita a rompere lo strato superficiale zuccherato e a mangiarne un po’, ma rimane tutta quella crema morbida sotto che sarebbe ancora da gustare!

Abbiamo visitato i luoghi più famosi e scoperto qualche piccola chicca, per il resto solo un’ulteriore visita potrebbe permettermi di andare più a fondo. Diciamo che ho iniziato a fare amicizia con la città, a prendere confidenza.

Gli spazi sono ampissimi: se sulla mappa due punti sembrano distanti poche centinaia di metri una volta lì potresti accorgerti che in realtà chilometri li separano.
Per non parlare dei palazzi, da quelli che ospitano le cariche pubbliche ai musei, tutti sembrano gridare quanto la città sia grande è magnifica: sembra che l’anima megalomane di Napoleone aleggi ad ogni angolo.

Mangiare a Parigi è piuttosto caro

Mangiare a Parigi è piuttosto caro

Parigi é cara.

Ebbene sì, pensavo fosse una leggenda metropolitana, una cosa detta così per dire dai viaggiatori della domenica, ma stavolta mi sono ricreduta. La cosa che ho trovato più costosa é il cibo: colazioni, pranzi e cene incidono parecchio sul budget di viaggio, anche se ad ogni pasto ti accontenti di mangiare solo crepe e panini almeno 8-10 € finisci per spenderli.

E questa media è valida per il cibo acquistato da asporto: se ti siedi ad un bar, bistrot o brasserie tutto aumenta perché il servizio al tavolo fa lievitare il conto.

La metro di Parigi collega benissimo i diversi punti della città

La metro di Parigi collega benissimo i diversi punti della città

Trasporti efficienti ma di vecchia data.

La metro é una manna dal cielo. Viste le dimensioni della città e l’impossibilità di camminare da un punto all’altro senza doversi trasformare in maratoneti, la metropolitana é la salvezza. Con la Paris Visite poi é possibile fare abbonamenti di più giorni che permettono di utilizzarle la metro (insieme a RER e bus) senza limiti.

Ma se da un lato la rete é super capillare é anche vero che mostra tutta la sua età, soprattutto le stazioni più vecchie: scale mobili ed ascensori sono l’eccezione più che la regola… preparatevi a fare tanti scalini in salita e in discesa!

I parigini parlano solo francese.

Non mi piacciono le generalizzazioni, ma questo é proprio vero! I parigini parlano poco inglese e quando lo sanno fanno fatica a interloquire in una lingua che non sia la loro lingua madre.
Posso accettarlo da un panettiere, posso ancora tollerarlo da un cameriere, ma che l’impiegato che mi vende il biglietto della metro o quello al banco informazioni mi risponda in francese a una domanda in inglese… Forse é un po troppo! E poi diciamo agli italiani? 🙂