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Itinerario di 5 giorni a Parigi

Itinerario di 5 giorni a Parigi

Prima di partire per il viaggio a Parigi ho studiato la mia guida cartacea e ho cercato online degli itinerari di 5 giorni da cui prendere spunto.

Sfortunatamente tutti gli itinerari di questa durata comprendevano un giorno a Versailles ed uno a Disneyland Paris. Non dubito che siano due mete interessanti, ma noi i nostri 5 giorni volevamo trascorrerli tutti in città, quindi sono tornata alla mia guida e con un po’ di pianificazione e un po’ di improvvisazione ho organizzato il nostro soggiorno.

Lo condivido con voi insieme ad una mappa con i punti più importanti che abbiamo toccato, spero che possa essere utile anche a voi per organizzare il vostro viaggio a Parigi

Giorno 1.

Arriviamo attorno a mezzogiorno a Parigi e dopo una baguette mangiata al volo ci dirigiamo subito ad ammirare il simbolo della città: la Tour Eiffel. Non scendiamo come suggerito dalla guida alla fermata della metro di Bir-Hakeim, ma a Passy, dall’altro lato della Senna, così da percorrere un tratto a piedi godendoci la vista della torre da lontano che si avvicina sempre più.

La Tour Eiffel dal ponte Bir-Halkeim

La Tour Eiffel dal ponte Bir-Hakeim

Trascorriamo buona parte del pomeriggio sulla torre (tra la coda per fare il biglietto, quella per salire sull’ascensore che porta al 2° piano e quella per salire all’ascensore che conduce al 3° livello perdiamo un po’ di tempo).

Vista dal 3° livello della Tour Eiffel

Vista dal 3° livello della Tour Eiffel

Di nuovo con i piedi per terra passeggiamo lungo la Rive Gauche costeggiando la Senna e raggiungiamo il museo di Quai Branly che espone una collezione di arte primitiva da Africa, America e Oceania. Il museo è una struttura ricoperta di pannelli colorati delle tonalità dal rosso all’arancione concepita dall’architetto Jean Nouvel ed immersa in un parco/giardino che a me ricordava molto la foresta di Avatar. Un luogo molto tranquillo ideale per prendersi una pausa tra il cinguettio degli uccellini, lontani dalla ressa della Torre Eiffel.

Museo Quai Branly, Parigi

Museo Quai Branly, Parigi

Ceniamo a Montmartre in una delle brasserie affacciate in Rue de Abbesses e terminiamo la serata a Pigalle curiosando tra le vie e le insegne luminose dei locali del quartiere a luci rosse parigino.

Giorno 2.

La nostra prima mattina a Parigi non possiamo non fare colazione con cappuccino e croissant burrosi! Scegliamo una boulangerie vicina a due de Rivoli, Eric Kayser: un pain au chocolat per me, un pain au chocolat con mandorle per lui.

Quindi raggiungiamo il vicino Museo del Louvre e trascorriamo la mattina tra le sale dell’ala Denon e Sully. Scegliamo di visitare solo alcune sezioni come i padiglioni delle sculture italiane, greche e romane, i quadri dei pittori italiani… E per fortuna, perché senza accorgercene sono già passate le 13. Se dovessimo vedere tutto non basterebbe una settimana, quindi meglio darsi delle priorità e visitare solo alcune sale.

Museo Louvre, Parigi

Museo Louvre, Parigi

Con i panini acquistati la mattina nello zainetto prendiamo le biciclette a noleggio (Velib) e percorriamo il tratto che dal Louvre collega a Place de la Concorde. Poi entriamo nel Jardin des Tuileries (non è possibile accedervi in bicicletta) per fare un picnic nel parco.

Velib, il noleggio bici di Parigi

Velib, il noleggio bici di Parigi

Proseguiamo a piedi lungo gli Champs Elysées facendo nuovamente ricorso alle biciclette Velib quando siamo stanchi anche se dopo il primo tratto del boulevard provvisto di pista ciclabile correre in bici sugli Champs Elysées inizia a diventare difficoltoso. Quindi lasciamo le bici per passeggiare tra i negozi e raggiungiamo l’Arc de Triomphe a piedi.

Da qui prendiamo la metro e arriviamo all’angolo nord ovest del Bois de Boulogne per visitare la nuovissima Fondation Luis Vuitton situata all’interno del parco. Qui per le famiglie c’è il Jardin d’Acclimatation, un parco a pagamento (3€) con giochi ed intrattenimenti per i piccoli.

Fondation Luis Vuitton nel Bois de Boulogne

Fondation Luis Vuitton nel Bois de Boulogne

Terminiamo la serata tra le vie di Montmartre ed i suoi bistrot addentando una crepe al volo.

Giorno 3.

Raggiungiamo la fermata della metro di Les Halles ed entriamo nella Chiesa di Saint Eustache che si trova proprio all’uscita. Visitiamo gratuitamente i suoi interni gotici tra colonne altissime e vetrate colorate. Ci si sente piccoli piccoli qui.

Quindi proseguiamo tra le vie dell’arrondissement tra negozietti vintage che devono ancora aprire vista l’ora, e bistrot che servono colazioni. La nostra meta é il Museo Pompidou che ci lascia in parte delusi perché dei due piani espositivi uno è chiuso per riallestimento: quello con le opere dei surrealisti, di Andy Warhol e di Kandinsky. Ci consoliamo con la mostra temporanea di Jeff Koons ed una visuale – anche se un po’ appannata – su tetti e camini di Parigi.

Mostra temporanea al Pompidou

Mostra temporanea al Pompidou

Prossima tappa Notre Dame: con in mente il ricordo di Quasimodo, Esmeralda ed una Parigi di altri tempi visitiamo gli interni super affollati di turisti (anche grazie all’ingresso gratuito). Bellissimi i rosoni e le vetrate colorate che mi fanno rimanere per un po’ con il naso all’insù e la bocca spalancata. Evitiamo invece di salire sulle torri anche se una sbirciatina da vicino ai Gargoyles di pietra l’avrei data volentieri.

Le meravigliose vetrate di Notre Dame

Le meravigliose vetrate di Notre Dame

Con la chiesa sulla sinistra e la Senna a destra percorriamo uno piccolo parco e raggiungiamo il Pont de Archevêché le cui balaustre sono appesantite da tantissimi lucchetti dell’amore: uno spettacolo impressionante, impossibile non fotografarlo.

Proseguiamo sul Pont Saint-Louis che ci conduce in esplorazione della seconda isola.

Riprendiamo la metro fino a Bastille dove passeggiamo sulla Promenade Plantée, una vecchia ferrovia recuperata e trasformata in un percorso pedonale. Quando siamo stanchi di camminare inforchiamo una Velib e pedalando attraversiamo il Parco di Bercy e raggiungiamo l’imponente sistema di palazzi che costituiscono la Biblioteca Nazionale.

Riposiamo di fronte ad un caffè e concludiamo la serata tra le caotiche e turistiche vie del quartiere latino ed una passeggiata notturna da Notre Dame al Louvre illuminati.

Giorno 4.

Dedichiamo la mattina ad esplorare Montmartre che fino ad ora avevamo visto solo in parte nella sua versione notturna. Saliamo con la funicolare fino al Butte, la collina su cui troneggia la Basilica di Sacré-Coeur e ne visitiamo gli interni (ingresso gratuito).

La piazzetta degli artisti a Montmartre

La piazzetta degli artisti a Montmartre

Di nuovo tra le vie vaghiamo a caso tra i negozi di souvenir e gli artisti di Place du Tertre fino a perderci tra le vie più tranquille dove ci sono solo case e palazzi e i turisti sono molto meno. Nei pressi della metro di Abbesses ci scattiamo l’immancabile foto davanti al Murs de Je t’aime e pranziamo con un’omelette da Coquelicot. Prima di prendere la metro per il Marais passiamo davanti al Café Deux Mulins, reso famoso dal film “Il favoloso mondo di Amélie”.

Per proseguire sulle orme del film passeggiamo lungo il Canal St. Martin dove Amélie andava a far rimbalzare i sassi sull’acqua e quindi vaghiamo senza una meta speciale tra le piccole vie del Marais i suoi bistrot e gli atelier di moda.

Visto il brutto tempo decidiamo di ripararci ai Grandi Magazzini La Fayette, ma l’eccessiva ressa ci fa scappare poco dopo per ritrovare riparo nelle comode poltrone di uno Starbucks. Incoraggiati da timidi raggi di sole decidiamo di prendere la metro fino all’Ecole Militaire e passeggiare nei giardini che dividono questo importante sistema di palazzi dalla Tour Eiffel.

Aspettiamo il tramonto passeggiando sull’Île aux Cygnes, un percorso pedonale situato su un’isola artificiale nel bel mezzo della Senna accessibile dal ponte Bir-Hakeim.

La sera dopo una cena al volo sugli Champs Elysées sessione fotografica notturna al cospetto dell’Arc de Triomphe.

Giorno 5.

Trascorriamo una mattinata un po’ fuori dai soliti canoni tra le lapidi statuarie del cimitero civile Père Lachaise: un luogo molto particolare dove tra le tombe trovano il riposo tantissimi personaggi importanti, da Molière, a Oscar Wilde, da Edith Piaf a Jim Morrison. La visita ci porta via parecchio tempo perché il cimitero è davvero molto grande: giunta l’ora di pranzo raggiungiamo di nuovo il Marais per pranzare al Marché des Enfants Rouges, un mercato dove oltre a qualche bancarella di pesce, frutta e verdura ci sono vari stand di street food: dalle crepe francesi al marocchino, al libanese. Qui i prezzi dei cibi sono buoni così come la qualità e la scelta.

Il cimitero Père Lachaise

Il cimitero Père Lachaise

Smaltiamo uno dei nostri migliori pranzi qui a Parigi di nuovo tra le vie del Marais, un quartiere molto carino nella sua semplicità, fino a raggiungere l’isola di Notre Dame dove respiriamo gli ultimi attimi di questo viaggio parigino tra i profumi del Marché aux fleurs.

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