Italia, Lombardia

La corsa all’Expo di Milano

Se anche voi come me avete pensato di visitare l’Expo di Milano con calma verso settembre ed ottobre così da evitare la folla di visitatori iniziali… non avete capito proprio niente!

Sì, potete proprio mettervi il cuore in pace perché come voi (o meglio come noi), hanno pensato un’infinità di persone che ora si stanno accalcando ai tornelli di Expo o che sono assiepate in fila fuori dai padiglioni.

Expo Milano 2015

Ora, a un mese esatto dalla chiusura della grande esposizione universale milanese ho deciso di mettere nero su bianco la nostra esperienza. Un po’ in ritardo tra l’altro, ma mi ero addirittura chiesta se valesse la pena farlo anche perché di consigli è pieno il web: siccome più persone mi hanno chiesto info sapendo che ci ero stata mi sono gasata e ne è nato un post. Che ci volete fare, sono fatta così.

Vi consiglio o non vi consiglio di andare all’Expo di Milano?

Domanda tosta. Sinceramente sono un po’ combattuta.

Ve lo consiglio perché ci sono cose molto belle, non so quando ricapiterà di nuovo un Expo in Italia e quindi è un peccato perderselo.

Non ve lo consiglio perché ormai c’è così tanta gente che lo visita che bisogna fare ore di coda per accedere alla maggior parte dei padiglioni. In più se ci mettete che magari dovete pagare il viaggio, l’alloggio (vogliamo parlare dei prezzi gonfiatissimi degli hotel di Milano durante l’Expo?), l’ingresso alla fiera, pranzi/cene, magari il parcheggio, il tutto per riuscire ad accedere a 3-4 padiglioni in una giornata… Mi chiedo se il gioco valga la candela.

Detto questo vi racconto un po’ la nostra esperienza con impressioni sui padiglioni che siamo riusciti a visitare, considerate che noi ci siamo dedicati completamente ai singoli padiglioni degli stati, non abbiamo invece avuto il tempo di visitare i cluster, i padiglioni tematici sul cibo (caffè, tuberi e cereali, cacao, riso, ecc) che sono sicuramente interessanti ed una parte importantissima considerato il tema dell’Expo “Nutrire il pianeta”. Se riuscite visitatene almeno qualcuno e fatemi sapere com’erano.

A conclusione al post trovate un po’ di info utili che potrebbero servirvi nel caso alla fine vi convinciate a visitare l’Expo di Milano entro il 31 ottobre (data in cui chiuderà tutto, i padiglioni inizieranno a venir smontati per essere riportati nei rispettivi paesi e dell’area in cui sorge Expo non si sa cosa rimarrà).

Diverse chiavi di lettura

Innanzitutto una premessa: ci sono diverse chiavi di lettura dei vari padiglioni di Expo e a seconda di questo i padiglioni possono essere belli o meno belli, più interessanti o meno interessanti.

Alcuni invece non hanno scuse, fanno proprio pietà a prescindere. Un bello spreco di denaro.

Tralasciati i padiglioni in cui ti chiedi “Ma perché?!” gli altri si suddividono tra quelli con architetture scenografiche (per esempio Italia, UK, Vanke, Russia, Emirati Arabi), quelli che hanno rispettato in pieno il tema “Nutrire il pianeta” (per esempio Svizzera, UK, Austria), quelli che presentano delle proposte sostenibili da applicare nel quotidiano (per esempio Germania, Austria, UK), quelli che offrono un’esperienza interattiva (per esempio Giappone, Cina, Corea).

Padiglione UK

Padiglione UK expo Milano 2015

Uno dei miei preferiti in assoluto: è pensato, bello architettonicamente, presenta un’innovazione tecnologica e regala un’esperienza a chi lo visita.

E’ un padiglione all’aperto che si divide in tre aree – frutteto, prato e alveare – e il visitatore che lo percorre si trasforma in un’ape. Il tutto si basa sul concetto che il 70% del cibo nel mondo dipende proprio dalle api e dalla loro operosità quindi la volontà di sensibilizzare i visitatori su questo tema.

Padiglione UK expo Milano 2015

Nel frutteto ci sono alberi da melo (impollinati al 100% dalle api) e tutt’intorno ci sono dei piccoli fori sulle pareti di legno dai quali guardare con l’occhio di un’ape schermi che ripropongono in forma animata il percorso delle api nel padiglione, dal giardino all’alveare.

Padiglione UK expo Milano 2015

Il prato è arricchito di 44 tipi di piante che riproducono la campagna inglese. Le aiuole esagonali creano un percorso a zig zag che ricorda quello delle api. Le gocce di rugiada a grandezza naturale hanno una dimensione proporzionata a quella che vedono le api in natura.

Padiglione UK expo Milano 2015

L’alveare è una rappresentazione artistica in alluminio con 164.000 pezzi prodotti in Gran Bretagna (ci sono voluti 6 mesi per montare questa struttura). L’alveare di Expo è collegato ad un vero alveare a Nottingham in cui il movimento delle api viene monitorato attraverso degli accelerometri, tale movimento si ripropone nelle lampadine all’interno dell’alveare che si colorano di verde, giallo e rosso a seconda del minore o maggiore movimento nell’arnia di Nottingham.

Dicono che lo spettacolo più bello si abbia di sera quando le luci si vedono chiaramente illuminate.

Padiglione UK expo Milano 2015

Padiglione Svizzera

Padiglione Svizzera expo Milano 2015

Qui il tema “Nutrire il pianeta” è stato centrato al meglio, l’obiettivo era creare un padiglione che si potesse mangiare. La struttura principale e più interessante si compone di 4 torri di 4 piani ciascuna riempite di 4 prodotti importanti per la Svizzera: mele, caffé, sale e acqua. I visitatori possono prendere liberamente ciascun prodotto tenendo ben in mente la domanda “Ce n’è per tutti?”.

Padiglione Svizzera expo Milano 2015

Il fine è quello di spingere i visitatori a una gestione responsabile delle risorse con la consapevolezza che, sebbene tutto sia gratuito, se io prendo troppe risorse non ce ne saranno abbastanza per chi verrà dopo di me. Qualcosa che dovremmo tenere a mente ogni giorno nella nostra quotidianità.

Padiglione Svizzera expo Milano 2015

Padiglione Austria

Padiglione Austria expo Milano 2015

Anche questo bellissimo perché ci ho trovato appieno la filosofia e lo spirito dell’Austria. Il padiglione racchiude un bosco con 2600 tipologie di piante diverse che rispecchiano le zone climatiche e le regioni dell’Austria. Queste piante producono ossigeno per 1800 persone l’ora e contribuiscono ad abbassare di almeno 5 gradi la temperatura all’interno del padiglione rispetto all’esterno, inoltre ci sono ventilatori e nebulatori che rinfrescano e generano umidità. Un bell’esempio che si può replicare anche nelle nostre città contribuendo alla riduzione del surriscaldamento globale.

Padiglione Austria expo Milano 2015

Padiglione Austria expo Milano 2015

Tutto si basa sul concetto che l’aria è l’alimento più importante per l’uomo: senza cibo e senza acqua sopravviviamo per giorni mentre senza aria non potremmo resistere mai.

Al primo piano nella Vip Lounge c’è un ristorante riservato con pochi posti a sedere che si affaccia sul bosco austriaco. La sensazione qui è davvero quella di trovarsi altrove, non di certo a Milano.

Padiglione Austria expo Milano 2015

Padiglione Giappone

Padiglione Giappone expo Milano 2015

Padiglione Giappone expo Milano 2015

Celebrato in tutti i siti, giornali e programmi TV che parlano dell’Expo il Giappone è uno dei padiglioni più visitati e sicuramente uno di quelli con la coda più lunga anche perché si entra in gruppi e il tour passa per diverse stanze durando 50 minuti.

Padiglione Giappone expo Milano 2015

Ormai tutti parlano del suo ristorante del futuro, l’ultima sala del tour in cui, seduti a dei tavoli, si sceglie su degli schermi il proprio pranzo virtuale, ma io la stanza che ho preferito di gran lunga è stata quella iniziale dove nella penombra si assisteva a proiezioni interattive.

Padiglione Giappone expo Milano 2015

Padiglione Giappone expo Milano 2015

Padiglione Germania

Padiglione Germania expo Milano 2015

Innovazione è la parola d’ordine al padiglione della Germania: il percorso espositivo è un viaggio attraverso gli elementi fondamentali della nutrizione (acqua, terra, clima e biodiversità) proponendo progetti selezionati ed innovativi che possano garantire l’alimentazione in futuro. Visitare il padiglione è molto interattivo anche grazie a una sorta di quaderno di carta che, aperto nelle zone predisposte, permette di guardare video e spiegazioni proiettate proprio su di esso.

Padiglione Germania expo Milano 2015

Il tour prosegue poi nel giardino delle idee, uno spazio colorato e vivo dove vengono illustrati i modi ed i comportamenti che ognuno può adottare per modificare positivamente il rapporto con la natura ed il cibo.

Infine, visto che il concetto alla base di tutto il padiglione è essere parte attiva nel miglioramento della società, c’è lo show be(e) active in cui una coppia di giovani cantano e suonano coinvolgendo il pubblico mentre dall’alto due mega occhi volanti che rappresentano due api si muovono al tempo di musica.

Padiglione Germania expo Milano 2015

A proposito di innovazione anche il padiglione stesso presenta una novità tecnologica utile nel futuro: una rete di celle fotovoltaiche piccole ed in grado di generare elettricità anche attraverso la luce diffusa.

Padiglione Russia

Padiglione Russia expo Milano 2015

Il padiglione russo è scenografico, almeno esternamente! Dal portone di ingresso si estende una pensilina lunghissima specchiata sopra la quale c’è la terrazza panoramica. Il top qui è mettersi a fare foto a sé stessi riflessi.

Padiglione Russia expo Milano 2015

L’interno lascia un po’ a desiderare. Le uniche cose che ricordo sono l’enorme tavola periodica degli elementi alla parete che celebra lo scienziato russo Mendelev e la zona bar/ristorante dove ogni mezzora propongono assaggi di cibo o vodka.

Padiglione Russia expo Milano 2015

E poi gli altri…

I padiglioni del Qatar e dell’Oman non mi hanno esaltata per niente (anzi, la pseudo discoteca con musica e luci psichedeliche all’interno del padiglione del Qatar ci ha lasciati parecchio perplessi).

Padiglione Qatar expo Milano 2015

Il padiglione della Slovenia mi è sembrato più uno stand fieristico dove esporre depliant e eccellenze del Paese (dalle marmitte alle grotte di Postumia c’era tutto). La cosa che mi è piaciuta molto al padiglione sloveno è stato camminare scalza sul sale di Pirano.

Padiglione Slovenia expo Milano 2015

Padiglione Slovenia expo Milano 2015

Padiglione Slovenia expo Milano 2015

In Polonia ci siamo entrati solo perché abbiamo trovato poca coda all’ingresso (ed un motivo ci sarà pur stato). Il giardino interno circondato da specchi era carino ma non ho capito il nesso con il tema “Feeding the planet” o il concetto alla base del padiglione.

Padiglione Polonia expo Milano 2015

Padiglione Polonia expo Milano 2015

Negli USA la cosa migliore è la vista dalla terrazza, la zona dei food truck alle spalle del padiglione ed il profumo di barbecue a tutte le ore del giorno

Padiglione USA expo Milano 2015

Padiglione USA expo Milano 2015

Padiglione USA expo Milano 2015

Il padiglione Vanke (colosso immobiliare cinese) architettonicamente parlando è bellissimo: sembra un grandissimo dragone ed è formato da tantissime piastrelle cangianti in ceramica autopulenti (le piastrelle verranno vendute all’asta alla fine dell’Expo, quando il padiglione verrà smontato, base d’asta € 500, il ricavato andrà in beneficenza). Non ho ben capito il ruolo di questo Vanke all’Expo, soprattutto che ci azzecca con il tema nutrire il pianeta. Ma bello è bello eh.

Padiglione Vanke expo Milano 2015

Padiglione Vanke expo Milano 2015

Anche se avremmo voluto non siamo riusciti a visitare Kazakistan, Emirati Arabi, padiglione Italia e padiglione Zero. Tutti dicono che sono imperdibili, quindi se riuscite vedeteli almeno voi!

Informazioni utili

Se potete dedicate 2 giorni alla visita: two is meglio che one. Se potete meglio martedì e mercoledì, dicono che ci sia meno gente (tipo 200 mila persone anziché 250 mila, ma vuoi mettere la differenza?).

I padiglioni aprono alle ore 10.00, anche i cancelli dell’Expo aprono a quell’ora, eccetto l’ingresso Est di Roserio che apre alle 9.00. Se volete recuperare un po’ di tempo per posizionarvi in fila al primo padiglione della giornata accedete da quell’ingresso. Un parcheggio vicino è il PortaEst Expo Parking 2015 (noi abbiamo parcheggiato lì) è possibile prenotare dal sito e pagare in loco € 11,90. L’ingresso all’Expo si raggiunge a piedi in 10 minuti.

Fatevi una lista di padiglioni che volete vedere per priorità e per vicinanza in modo da non fare chilometri per passare dall’uno all’altro: c’è molto da camminare e a fine giornata sarete stanchi morti anche ottimizzando gli spostamenti, figuriamoci se non lo fate.

Controllate il programma degli eventi del giorno della vostra visita, magari potete vedere qualcosa di carino tipo spettacoli fuori dai padiglioni, show cooking, personaggi importanti in visita, ecc.

Nel weekend l’Expo chiude alle 24, durante la settimana alle 23, ciononostante gli stand chiudono anche prima (non mi pare ci sia una regola precisa). Se potete andate durante la settimana: ci saranno ugualmente code ma di sicuro meno che nel weekend.

Per mangiare a prezzi onesti ci sono dei venditori ambulanti vicino a Cascina Triulza (un buon hamburger con bevanda 10 €), altrimenti potete optare per padiglioni specifici (Eataly, Mc Donald’s, Beretta, ecc.) o scegliere i meno economici ma sicuramente memorabili ristoranti dei singoli padiglioni (l’ingresso al ristorante è separato dall’ingresso alle esposizioni quindi non dovete affrontare le code chilometriche). Altrimenti una bella esperienza per pranzare/cenare può essere il padiglione all’aperto dell’Olanda o i food truck degli USA.
Infine c’è l’opzione pranzo al sacco: non vergognatevi c’è un sacco di gente che lo fa e poi nella folla nessuno baderà a voi che azzannate il vostro panino con il prosciutto portato da casa. Certo è che visto che il tema dell’Expo è proprio il cibo sarebbe un peccato tornare a casa senza aver assaggiato niente!

Non perdetevi lo spettacolo dell’albero della vita con luci, suoni, fontane d’acqua e fuochi d’artificio. Il primo è alle 21.00 poi ce ne sono altri a distanza di 20-30 minuti.

Albero della vita Expo 2015 Milano

Albero della vita Expo 2015 Milano

Albero della vita Expo 2015 Milano

Albero della vita Expo 2015 Milano

Ringrazio moltissimo Monica e Claudia che hanno dato un contributo notevole all’organizzazione della mia giornata ad Expo.