Libertà, tolleranza e futuro

E’ già qualche giorno che sono tornata dal mio viaggio a Londra.
Sono successe tante cose nel frattempo, cose tristi, paurose. Che fanno riflettere e discutere tanto. Online ed offline.
Eventi che ci hanno scossi tutti quanti.

Sappiamo bene che ogni giorno cose del genere ed anche peggiori accadano ovunque nel mondo, ce l’hanno ricordato in tanti sui social network, sia che fosse per convinzione o per il voler essere una voce fuori dal coro dei #PrayforParis. Eppure questa volta gli avvenimenti erano davvero vicini e ci hanno scosso di più, questa volta non possiamo dire a noi stessi che cose così non ci riguardano: le esplosioni, il sangue, i morti hanno contribuito a riportarci un po’ alla realtà, a farci perdere per un attimo la nostra armatura da super uomini occidentali che guardano il resto del mondo dall’alto.

Io che amo viaggiare, io che qualche mese fa passeggiavo per le strade parigine, ma soprattutto io che meno di 24 ore prima ero all’estero, lontana dall’apparente sicurezza delle mie quattro mura domestiche e dall’effettiva sicurezza degli affetti familiari, io ci ho rimuginato su ancora di più di quanto probabilmente avrei fatto in una situazione normale.

Amarezza, paura, instabilità, rabbia, impotenza. Tanti sono gli stati d’animo che probabilmente si avvicendano nei nostri cuori, di sicuro nel mio.

Tra tutti però c’è una convinzione/consapevolezza che voglio che sovrasti il rumore generato dagli altri sentimenti: che la libertà è tutto. La libertà di fare ciò che si reputa giusto, credere in ciò che si vuole, essere ciò che si sente. Vivi e lascia vivere.
Con rispetto per gli altri perché altrimenti viene a mancare il principio stesso di libertà.

Un’utopia per alcuni, filosofie spicciole per altri.

Per me è una prova quotidiana: cercare di accettare che le cose non siano per forza come le voglio io, che ci sia chi non la pensa come me, che c’è chi le cose le fa in modo diverso, che c’è chi è diverso da me. Punto. Non è affatto facile giuro, allenare la tolleranza è impegnativo: a volte richiede uno sforzo immane, altre volte con l’allenamento risulta più facile, spesso fallisco miseramente nei miei nobili intenti.

Eppure si può provare a vivere la vita basandosi su questo, la speranza di riuscire con l’esempio ad insegnare un giorno a chi verrà dopo che è importante sviluppare un pensiero razionale, che si può essere tolleranti, che si deve rispettare per essere rispettati, al di là di ogni religione o Dio nel quale si decida di credere.

Giusto per lasciarsi qualcosa di buono dietro.

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