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Il falò dell’Epifania in Veneto: la casera o pan e vin

falò dell'epifania in veneto

La notte del 5 gennaio arriva la Befana che porta tanti dolci ai bambini buoni e carbone a quelli che non si sono comportati molto bene ma in Veneto è anche tradizione celebrare la festività con il falò dell’Epifania.

In Veneto il falò dell’Epifania assume nomi diversi a seconda dell’area e del dialetto: a seconda della parte di Veneto nel quale vi trovate sarà quindi possibile veder bruciare la casera, il pan e vin, la foghera o la vecia.

Infatti la casera in Veneto è una tradizione molto antica che si porta avanti ancor oggi, una commistione di tradizioni pagane e cristiane che vedono nel fuoco un simbolo di purificazione e nella luce un buon augurio per il futuro. Dappertutto in Veneto nei giorni subito successivi al Capodanno si iniziano ad ergere grossi cumuli di legna, fieno e sterpaglie, alla cui sommità spesso viene posizionata una grande croce o un fantoccio (la vecchia appunto).  Dal tardo pomeriggio alla sera dell’arrivo della befana i falò dell’Epifania vengono bruciati uno dopo l’altro come buon auspicio per il nuovo anno.

falò dell'epifania in veneto

“Brusar la vecia” (bruciare la vecchia) serve a bruciare metaforicamente tutte le sfortune e le cose negative dell’anno trascorso ed iniziare positivamente il nuovo anno. Gli anziani sanno anche leggere nel modo in cui il falò brucia, se l’anno che è appena incominciato sarà un anno positivo o meno: esistono dei proverbi a proposito, il più conosciuto in declinazioni dialettali diverse è il seguente “se le fuìsche le va a matìna, ciòl su’l sàc e và a farina; se le fuìsche le va a sera pàn e poènta a pièn caliera”, cioè se le faville vanno a oriente, prendi su il sacco e vai a cercare farina, se le faville vanno verso occidente pane e polenta a volontà.
Dopotutto ognuno di noi ha la sua piccola “vecia” da bruciare: avvenimenti ed esperienze dell’anno precedente che preferiremmo lasciarci dietro per iniziare il nuovo anno con il piede giusto.

In tutto il Veneto vengono organizzate casere con falò grandi o piccoli nei paesi, nei rioni o nelle vie a cui partecipano i gruppi di famiglie, i vicini di casa e tutti i membri della comunità. Alcune sono più scenografiche di altre perché si svolgono in luoghi particolari come la casera galleggiante di Concordia Sagittaria (VE) che viene allestita in mezzo al fiume Lemene, o la casera di Caorle bruciata sulla spiaggia de la Sacheta.

Mentre il pan e vin brucia non ci si scalda solo davanti alle fiamme del falò dell’Epifania, ma anche con il vin brulé che è la bevanda immancabile durante le festività natalizie ma ancora di più al falò dell’Epifania, sopratutto se accompagnato dalla pinza, tipico dolce veneto che contiene uvetta, fichi e noci.

Non dimentichiamo che si tratta pur sempre della notte in cui arriva la befana, e infatti di solito per la gioia dei bambini in concomitanza con il grande falò arriva la vecchietta in carne ed ossa a portare dolci e carbone da regalare ai presenti.

Quanti di voi in Veneto prenderanno parte al falò del 5 gennaio e quanti altri provenienti da altre regioni italiane festeggeranno l’Epifania in modo particolare?