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Trekking lungo la Giant’s Causeway

trekking giant's causeway

Considerato che in meno di 10 giorni abbiamo percorso circa 2.000 km possiamo dire di aver trascorso molto tempo seduti in auto durante il nostro viaggio in Irlanda. Per questo non appena se ne è presentata l’occasione siamo stati felici di sgranchirci le gambe: giunti in Irlanda del Nord abbiamo deciso di percorrere un trekking lungo la Giant’s Causeway.

La Causeway coast way

La Causeway Coast Way è un sentiero pedonale costiero lungo 33 miglia (52km) che si snoda da Portstewart a Ballycastle attraversando la Causeway Coast Area che include il famoso “Selciato del gigante”, luogo incredibile e – proprio per questo – patrimonio nell’UNESCO.

trekking giant's causeway

Ma facciamo un passo indietro.

Non sapevamo dell’esistenza di questo percorso di trekking fino a che non ci siamo ritrovati a passeggiarci sopra: avrebbe potuto essere molto impegnativo ma alla fin dei conti si è rivelato adatto a dei camminatori mediocri come noi. Il nostro obiettivo iniziale era fare una passeggiata nella natura, vedere paesaggi straordinari… ed evitare di pagare l’ingresso alla Giant’s Causeway (non per essere spilorci ma una vacanza in Irlanda può rivelarsi piuttosto costosa, quindi si risparmia dove si può!).

Visto che ci siamo ne approfitto anche per spiegare come funziona l’accesso alla Giant’s Causeway: non si paga un biglietto di ingresso al sito, ma in compenso si paga caro l’unico parcheggio nel raggio di chilometri (con un prezzo a persona che si aggira sui 12 €). Il pagamento del biglietto dà diritto ad accedere ai servizi in loco – dalle informazioni turistiche ai servizi igienici.
Un meccanismo simile è stato adottato anche alle Cliffs of Moher – e lasciatemi dire che lo trovo giusto visto che pagando il biglietto d’ingresso si va a finanziare il National Trust, l’ente che si occupa di salvaguardare questi luoghi – ma rimane il fatto che se qualcuno come noi preferisce parcheggiare più lontano, fare una bella passeggiata e godersi il paesaggio senza usufruire dei servizi in loco, nessuno gli impone di pagare nulla.

Ma ora torniamo a noi.

Al mattino di buonora dopo una ricca colazione partiamo dal nostro B&B e giungiamo nella piccola Portballintrae dove parcheggiamo l’auto. Da lì, con scarpe comode ai piedi, iniziamo il trekking lungo la Giant’s Causeway.

Dal parcheggio scendiamo in spiaggia: una bellissima spiaggia dorata su cui si infrangono le acque dell’Oceano Atlantico del Nord e alle cui spalle si ergono piccole collinette sabbiose ricoperte di bassi arbusti.

In spiaggia a quell’ora del giorno ci sono ancora poche persone: qualcuno che fa una passeggiata solitaria o che porta il cane a fare una corsa ed un bagno.
La giornata è calda e soleggiata, lontanissima da quell’immagine di piovosa Irlanda che molti di noi hanno nella loro mente, quindi ne approfittiamo per toglierci le scarpe e passeggiare a piedi nudi sul manto sabbioso infilando ogni tanto i piedi nell’acqua gelida dell’oceano.

portballintrae

Al limite della spiaggia il sentiero inizia ad inerpicarsi dolcemente sulla costa ed il dislivello ad aumentare, ma non in modo brusco. Sulla sinistra qualche metro di prato verdissimo ricoperto di fiorellini bianchi e gialli e poi immediatamente l’oceano: nessuna protezione. Alla nostra destra delimitati da reti e staccionate i pascoli dove ruminano pacifiche le mucche, i vitelli ed i tori, mentre per quanto riguarda le famose pecore irlandesi, ne conto meno del previsto.

trekking lungo la giants causeway

trekking lungo la giants causeway

La salita continua fino a stabilizzarsi in quota. Riusciamo anche ad avvistare qualche coniglio selvatico che esce curioso dalla tana ma poi, mano a mano che ci avviciniamo, scappa di nuovo nel suo buchino sull’erba.

trekking lungo la giants causeway

Percorrendo il trekking lungo la Giant’s Causeway incontriamo tanti animali quindi, ma pochi umani, e la cosa non ci dispiace poi tanto: ci sentiamo ancora più fortunati nell’essere gli unici a godere di tanta bellezza senza doverla spartire – nemmeno con lo sguardo – con altri.

Unica eccezione una coppietta di vecchietti irlandesi seduti su una panchina. A volte basta poco per far cadere le barriere: un sorriso ed un “Good morning” ed iniziamo a parlare del meteo irlandese, della nostra vacanza, dell’Italia, di chi siamo e cosa facciamo. Quattro chiacchiere che danno una buona piega ad una giornata già quasi perfetta.

Il trekking lungo la Giant’s Causeway

Dopo circa due ore di trekking le persone che incontriamo sul nostro cammino si fanno sempre più numerose finché da dietro una duna inizia ad emergere la nuova moderna sagoma del centro visite della Giant’s Causeway.

trekking lungo la giants causeway

Una sosta al negozietto di souvenir per acquistare due sandwich, una bottiglia d’acqua ed un pacchetto di biscotti: il nostro pranzo.

A questo punto abbiamo due scelte: scendere subito giù e raggiungere il famoso selciato del Gigante (percorrendo il sentiero semplice) oppure proseguire lungo il sentiero un po’ più impegnativo e panoramico che poi si ricollega al primo come in un anello.

La curiosità di camminare sulla Giant’s Causeway a quel punto è forte ma le ondate di turisti che vengono sputati fuori dai pullman turistici affollandosi sul selciato ci danno la lucidità necessaria per proseguire lungo la nostra strada e portare ancora un po’ di pazienza rimandando l’atteso incontro.

Dal sentiero superiore si gode di una piacevolissima brezza: mi siedo su una panchina vista oceano, chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare dal profumo del mare. Me ne starei lì ore se non fosse per Raffaele che mi riporta all’ordine (e al trekking).

trekking lungo la giants causeway

trekking lungo la giant's causeway

Per quanto riguarda il sentiero, di per sé non è impegnativo ma è sempre bene fare grande attenzione (soprattutto se viaggiate con bambini) perché non ci sono protezioni che separano dallo strapiombo, il che rende il tutto ovviamente più bello e godibile, ma anche un po’ più pericoloso.

trekking lungo la giants causeway

Il sentiero superiore si unisce a quello inferiore attraverso una stretta e ripida scala incastonata nella roccia: la Giant’s Causeway è a sinistra, ne avevo vista la forma allungata dall’alto del sentiero. Nonostante la vicinanza proseguiamo a destra alla scoperta di altre conformazioni interessanti incastonate nella roccia come “l’organo” – delle rocce che escono da una parete verticale simili le canne di questo strumento – e “l’anfiteatro” – una conformazione rocciosa a semicerchio che è in parte franata portando all’interruzione del sentiero.

anfiteatro

organo

Pranziamo qui con i nostri sandwich insipidi resi gustosi solo da quella vista meravigliosa.

Ecco finalmente arrivato il momento di camminare sul “Selciato del Gigante”, una scogliera formata da 40.000 colonne di basalto createsi dalle eruzioni vulcaniche di milioni d’anni fa. La leggenda – più fantasiosa della realtà – attribuisce al gigante Finn McCool la costruzione di questo percorso che sarebbe servito a raggiungere la costa scozzese per combattere un altro gigante (da qui il nome Giant’s Causeway).

trekking lungo la giants causeway

trekking lungo la giants causeway

Le rocce sono davvero incredibili: sembra quasi impossibile che siano un prodotto della natura ed inizio a pensare che forse la leggenda del gigante potrebbe essere almeno lontanamente attendibile.

trekking lungo la giants causeway

E’ pomeriggio ed i pullman turistici non hanno ancora smesso di vomitare gruppi organizzati dalle innumerevoli nazionalità che si assiepano tra le colonne granitiche: cerco di silenziare il chiacchiericcio intorno a me e godermi il momento ed il luogo prima di ripercorrere in senso opposto il trekking lungo la Giant’s Causeway e raggiungere nuovamente il punto di partenza, ma non è un’impresa semplice. Innervositi decidiamo di lasciarci alle spalle la Giant’s e la ressa e tornare tra sentieri semideserti.

trekking lungo la giants causeway

Di nuovo sulla spiaggia di Portballintrae la troviamo più animata del mattino, con famiglie intere che si godono la giornata estiva e fanno il bagno nelle sempre gelide acque oceaniche. Mi sembra di passeggiare all’interno di uno di quei quadri dell’Ottocento dove bagnanti inglesi e francesi prendono il sole con abiti lunghi ed ombrellini.

trekking lungo la giants causeway

Intanto il pensiero torna al selciato del Gigante che a causa della situazione affollata ci ha un po’ delusi. Ma non vogliamo andarcene con un ricordo negativo dovuto a questo, quindi decidiamo di tentare di nuovo. Torniamo alla Giant’s Causeway poco prima del tramonto lasciando l’auto lungo la strada principale (dopo una certa ora i visitatori sono pochi, i pullman turistici sono già sulla loro strada verso casa ed il centro informazioni è chiuso). E’ il momento migliore per godersi i fantastici colori del tramonto e le magiche emozioni che l’Irlanda sa donare.

trekking lungo la giants causeway

trekking lungo la giants causeway

trekking lungo la giants causeway

Mentre Raffaele scatta milioni di foto io mi siedo su una di quelle rocce esagonali e osservo l’oceano, cerco di immagazzinare ogni istante, di respirare ogni particella d’ossigeno: non voglio far terminare questa magia, voglio portarla per sempre con me anche quando questo viaggio sarà terminato. Così lì, seduta sulle geometrie, faccio pace con il gigante.

Trekking sicuro

Viaggiare – in particolare all’estero – ci può mettere sempre in delle situazioni rischiose, ancora di più per chi come noi ama la vacanza attiva, quindi è bene valutare la possibilità di sottoscrivere un’assicurazione integrativa quando ci si reca all’estero, anche se si rimane all’interno dell’Unione Europea.

Non so se capita anche a voi ma io mi sento sempre molto sicura e protetta quando viaggio nei paesi UE perché porto sempre con me la mia tessera sanitaria (TEAM). Spesso però mi dimentico che la tessera sanitaria mi dà diritto a godere delle stesse cure mediche assicurate ai cittadini di quel Paese, ma solo in caso di malattia.

La tessera non copre invece le spese mediche in strutture private, le spese per il rimpatrio, la responsabilità civile, spese per eventuali beni smarriti o rubati… Che possono essere coperte solo da un’eventuale assicurazione di viaggio integrativa sottoscritta con un agenzia di assicurazioni come Viaggi Sicuri.

Assicurarsi a Viaggi Sicuri è molto semplice, basta andare sul sito e richiedere un preventivo online. L’assicurazione garantisce assistenza agli assicurati 24 h su 24 h e 7 giorni su 7 ed ha ottimi feedback da parte dei clienti. Inoltre propone piani assicurativi individuali, per le famiglie, per gli studenti o anche piani assicurativi annuali per chi viaggia frequentemente.

Secondo me un’assicurazione di viaggio integrativa è sempre consigliabile, ma se prevedete di fare trekking o altre attività simili – ancora di più se procedete in autonomia non appoggiandovi a guide ed accompagnatori o a agenzie che organizzano tour – forse è meglio valutarla ancora più seriamente.

 

*Questo post è stato realizzato in collaborazione con Viaggi Sicuri*