La Bandiera Arancione è un marchio di qualità ideato dal TCI, il Touring Club Italiano, che viene assegnato alle località dell’entroterra che si distinguono per “un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità”.
In particolare le località oggetto di questa iniziativa, e che si dimostrano meritevoli di ottenere il marchio Bandiera Arancione, sono luoghi poco conosciuti, ma estremamente belli e ricchi di storia. Da un po’ sapevo dell’esistenza di questa iniziativa, ma non mi ero mai informata a fondo in che cosa consistesse. Adesso che la conosco penso che l’istituzione di questo marchio sia molto apprezzabile perchè permette di valorizzare il turismo anche in piccole località che hanno una grande attrattiva, ma che sono poco conosciute perchè al di fuori dei tradizionali circuiti turistici.
E io ne ho visitata una: Portobuffolé, in provincia di Treviso. Portobuffolè è un piccolo borgo medievale, ben conservato e che ha mantenuta intatta la sua essenza di città storica.
Visitare Portobuffolé
Si entra nel paesino tramite un ponte, che ora è un po’ inutile, ma che una volta permetteva di superare il fossato che circondava la città murata. Subito dopo il ponte, passando Porta Friuli, ci si trova in Piazza Vittorio Emanuele II.
In questa piazzetta si concentrano le principali attrattive della piccola città: a destra il Duomo, (inizialmente concepito come sinagoga e poi consacrato a chiesa cristiana), contiene al suo interno opere di grande valore, prima fra tutte l’organo. A sinistra il Municipio con la Torre Comunale, l’unica rimasta delle sette torri presenti in passato nella città. Proprio sotto la Torre il Monte di Pietà, palazzo che ospitava gli uffici pubblici ed era dimora delle famiglie più potenti.
In più punti si vedono scolpiti i leoni della Serenissima Repubblica di Venezia, in particolare, proprio sulla facciata del Monte di Pietà, oltre ad alcuni affreschi c’è una delle rare rappresentazioni del leone con libro chiuso (che veniva usato per indicare che Venezia era in guerra – mentre quando il leone aveva il libro aperto significava che la Repubblica stava attraversando un periodo di pace). Da Piazza Vittorio Emanuele II partono alcune vie lastricate che conducono al resto del centro storico. Sotto i palazzi corrono i portici, tanto comodi per ripararsi nei giorni di pioggia o dal sole cocente; alcuni di questi palazzi mostrano ancora tracce degli affreschi che li ricoprivano in passato. Uno tra i più conosciuti, è l’abitazione di Gaia da Camino, figlia di uno dei ricchi signori della zona, ricordata da Dante in uno dei suoi canti nella Divina Commedia. Fuori dalle mura c’è una splendida villa veneta Villa Giustinian, oggi trasformata in un un albergo e ristorante.
Oltre all’interesse storico e alla bellezza di questo paesino, che per quanto piccolo mi è piaciuto davvero tanto, una delle cose più belle è sicuramente la tranquillità che si percepisce all’interno delle mura, una vera oasi! Peccato che sia permesso l’accesso alle auto nel centro storico, cosa che se fosse per me bandirei. Anche perché viste le dimensioni ridotte del paese parcheggiare fuori le mura o all’interno fa veramente poca differenza! E poi un’altra cosa che mi ha fatto apprezzare la visita è stata la gentilezza della gente del posto che pur non conoscendoci ci ha salutato e regalato un sorriso. Decisamente una delle cose più belle che si possano ricevere visitando un posto “sconosciuto”.
Il borgo è molto piccolo: in un paio d’ore lo si gira in lungo e in largo! Quindi è possibile unire a questa visita quella di qualche altro luogo nei dintorni. Per esempio non sono troppo distanti Pordenone, Sacile, Treviso, Conegliano.
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Non avevo mai sentito parlare della bandiera arancione.. un motivo in più per seguire passo passo questo minitour. Che ne diresti di un gemellaggio? 😀
Fighissimo! potremmo creare un nuovo hashtag #uniamolitaliadanordasud o qualcosa di simile!!! ^_^