In barca nel cuore di Portogruaro
Il ronzio silenzioso del motore elettrico è la colonna sonora di questa gita sull’acqua. Poi ci sono i rumori circostanti: quelli delle auto nelle strade, il chiacchiericcio di qualche passante o lo starnazzare delle anatre, ma tutto sembra attutito come se il fiume assorbisse ogni rumore rendendolo più dolce e delicato. Navighiamo verso il cuore di Portogruaro superando un ponte dopo l’altro ed entrando piano piano nella città storica. I palazzi più recenti lasciano spazio a quelli più antichi, si scoprono giardini nascosti dietro ad alti muri e accessi al fiume che – non più utilizzati – sono inghiottiti dai rampicanti. E’ quel “dietro le quinte” che sfugge al nostro occhio quando passeggiamo per le vie del centro storico, è la città che svela timidamente la sua intimità. L’aspettativa è ormai altissima quando si supera l’ultima ansa e l’emozione grande quando, uno dopo l’altro, fanno capolino i molini, la piazzetta della Pescheria e il campanile. Il respiro si ferma per un attimo e si rimane incantati di fronte a quel quadro meraviglioso.
Si vorrebbe proseguire oltre ma i molini fungono da diga e non ci permettono di scoprire cosa si nasconda oltre ad essi: possiamo solo immaginare altri giardini segreti, sponde smeraldo in cui nidificano le anatre selvatiche e gli altri uccelli che hanno la loro casa qui.Leggi anche Mulini di Portogruaro: Itinerario tra le dolci acque del Veneto Orientale
Lungo il Reghena fino a Summaga
A pochi metri da Piazza Dogana le acque del fiume Reghena si tuffano sul Lemene, curiosi le risaliamo per un tratto fino ad arrivare all’Abbazia di Summaga. La barchetta si addentra nella campagna ma si fa fatica a visualizzare i campi circostanti da questa posizione ribassata, infatti il corso del fiume è costeggiato da alti argini, uno dei quali è per un tratto adibito a pista ciclopedonale. Tra la vegetazione fluviale si intravedono pazienti pescatori con le lenze tese e qualche airone in cerca di cibo e pronto a spiccare il volo al nostro passaggio. L’Abbazia si scorge da lontano grazie alla sua posizione rialzata e sulle sponde del Reghena, prima piccina, poi sempre più grande: una forma semplice che nasconde al suo interno preziosi affreschi ed il tozzo campanile sono oggi come secoli fa un punto di riferimento sul territorio del Veneto Orientale.Tra i riflessi a Concordia Sagittaria
Anche la bella Concordia Sagittaria può essere parte di un itinerario in barca, basta seguire il corso del fiume Lemene verso mare e in poco più di mezzora di navigazione da Portogruaro raggiungerne le sponde. Il percorso è semplice e senza ostacoli, la colonna sonora è sempre una sinfonia che unisce il leggero ronzio del mezzo ed i rumori attutiti della natura.
Ogni cosa si riflette sull’acqua come su uno specchio: le fronde dei salici, le persone e le biciclette che percorrono la pista ciclabile, le guglie di una fabbrica e le anatre che spiccano il volo. L’impressione è di trovarsi sospesi a metà tra due mondi identici e simmetrici mentre il cielo limpido e la luce calda del tramonto contribuiscono a rendere gli scorci ancora più incantevoli.
Raggiunta Concordia la perfezione è concludere l’escursione con un aperitivo direttamente a bordo o godendosi il tramonto da uno dei tavolini di Via Roma prima di rientrare alla base e ricominciare a guardare l’acqua “da fuori”, ma ora con occhi diversi.
Le barche elettriche si possono noleggiare contattando Daniele Marson al numero 333 7409574 o scrivendo una e-mail a marsondaniele2@gmail.com.
Tante altre escursioni tra fiumi, mare e laguna del Veneto Orientale si possono consultare sul sito Blu Verderame.Articolo pubblicato sul cartaceo di Portogruaro.net in collaborazione con Blu Verderame




