Marrakech ha il fascino delle notti d’Oriente, delle strade polverose e aride che celano giardini segreti e rigogliosi, del ritmo ipnotico generato dal canto del muezzin quando nel cielo la notte lascia spazio al giorno e il giorno lascia spazio alle prime stelle del cielo.
Sicuramente la più turistica città del Marocco, è la meta ideale per uno short break di 3 giorni o il punto di partenza per iniziare ad immergersi nella cultura di questa Nazione.
Cosa sapere prima di partire per un viaggio a Marrakech
Marrakech è raggiungibile in poche ore di aereo dall’Italia con le principali compagnie low cost: monitorando i voli riesci sicuramente a trovare delle offerte interessanti che ti permettono di goderti un weekend fuori porta ma con budget contenuto.
Voli e aeroporto
Per viaggiare in Marocco, e quindi anche per il viaggio a Marrakech, è necessario avere un passaporto valido per l’espatrio (non sono necessari visti per i cittadini italiani), questo significa che all’arrivo e alla partenza dovrai mettere in conto le tempistiche necessarie per il controllo passaporti.
Sebbene fossi stata preallertata che le procedure possano essere molto lunghe, per me è andato tutto liscio e spedito, ma è bene tenerne conto soprattutto al ritorno per calcolare bene il giusto anticipo per l’orario di arrivo in aeroporto.
L’aeroporto di Marrakech-Menara si trova poco distante dalla Medina (il centro storico della città circondato dalle antiche mura). L’aeroporto è moderno e scintillante in zona partenze, mentre l’area arrivi è decisamente più spartana e funzionale.
Per raggiungere il nostro riad dall’Aeroporto io ho optato per un transfer privato prenotato tramite la struttura nella quale alloggiavo. Il costo si aggira sui 15 € a tratta (€ 20 per la tariffa notturna). In alternativa ci sono i taxi all’esterno dell’area arrivi (ma io non sono per la contrattazione, quindi ho preferito organizzarmi preventivamente).
Una novità importante: dimentica le corse alla ricerca di una stampante! Da marzo 2026 l’aeroporto accetta finalmente la carta d’imbarco digitale sullo smartphone.
Moneta locale e cambio
In Marocco la moneta è il Dirham. Il cambio (ad aprile 2026) è di circa 10 MAD per 1 €. I posti migliori per il cambio in città che mi hanno segnalato i locals sono il Cambio di Stè El Bacha (un po’ fuori mano ma per me era comodissimo perché vicino al riad) oppure l’Hotel Ali in Piazza Jamaa El Fna (centralissimo e molto famoso proprio per essere economico quindi potresti trovare un bel po’ di coda).
Sebbene molti locali accettino i pagamenti elettronici sono ancora molti gli esercizi commerciali che accettano solo contanti. Questo è ancora più vero nei negozietti tra i souk, dove tra l’altro ci si affida moltissimo all’arte della contrattazione, ma anche per accedere ad attrazioni come Palazzo El Bahia e le Tombe Saadiane quindi meglio avere sempre un po’ di Dirham in tasca.
Connettività
Prima di partire ho acquistato una e-SIM, cioè una SIM virtuale che ho attivato online e che mi ha permesso di navigare illimitatamente per tutta la durata del mio viaggio. Infatti essendo il Marocco extra-EU il roaming può essere pericoloso e farti spendere somme importanti senza che te ne accorgi. Io ho utilizzato Holafly che con 3/4 € al giorno ti garantisce copertura internet senza limiti di giga.
Sia che tu possa contare o meno su una connessione internet illimitata ti consiglio di scaricare le mappe offline della Medina prima di partire perché tra gli stretti vicoli il segnale GPS a volte si perde. Io di solito mi affido a Google Maps dove tra l’altro mi salvo i punti di interesse prima di partire in modo da vederli segnalati in mappa quando navigo in tempo reale. Come fare? Basta ricercare la meta e tra i pulsanti selezionare quello con i tre puntini “… Altre” e cliccare su “Scarica mappe offline”.
Assicurazione e salute
L’assicurazione è importante come in ogni viaggio, ma considerato che il Marocco è al di fuori dello spazio europeo per questo viaggio a Marrakech è d’obbligo. Le assicurazioni tra cui scegliere sono tantissime e variano per massimali e tipologie di coperture. Io mi sono sempre trovata bene con Columbus Assicurazioni.
Bevi solo acqua in bottiglia e fai attenzione al ghiaccio nei locali meno turistici per evitare spiacevoli “souvenir” intestinali.
Religione e cultura locale
E’ bene ricordare che nel mondo islamico il venerdì è il giorno più importante dedicato alla preghiera, per questo in questa giornata si possono verificare chiusure anticipate dei negozi, di musei o attrazioni o comunque riduzioni nell’orario di apertura, sebbene nelle zone più turistiche tutto è sempre aperto. Sabato e domenica invece sono delle giornate assimilabili alle altre.
Infine un consiglio di buonsenso e di rispetto verso la cultura del posto riguarda l’abbigliamento. Ricorda che sei in un Paese straniero con abitudini, tradizioni e religione diversa dalla tua: specialmente se sei una donna cerca di evitare abiti troppo scollati o corti.
Dove dormire a Marrakech: la mia esperienza in Riad
Vista la breve durata del mio viaggio ho scelto di soggiornare nella Medina, il centro storico della città circondato da spesse mura ancora ben conservate, e ovviamente ho optato per un riad, la tradizionale abitazione marocchina che si sviluppa su più piani, con un patio interno dotato di una vasca o piscina sulla quale si affacciano i balconi che danno accesso alle camere degli ospiti. Nella corte interna viene servita la colazione che solitamente è sempre inclusa, e in alcuni casi anche la tradizionale cena marocchina (ovviamente su richiesta).


E’ incredibile come dalle polverose strade della città basti superare una delle spesse porte spesso decorate per entrare in uno di questi riad che sono delle vere e proprie oasi di pace e bellezza. A seconda delle tasche si possono scegliere riad più lussuosi gestiti come veri e propri luxury hotel, oppure strutture un po’ più spartane a conduzione familiare.
Io ho optato per il Riad Couleurs du Sud che con il suo ottimo rating si è rivelato accogliente e discreto. Situato a nord della Medina, vicino alla porta di accesso Bab Yacout, si trova in una zona meno turistica, con poche strutture ricettive e abitata da gente del posto.
Ad essere onesti il mio però non era un vero riad ma un dar. Infatti ho scoperto durante la mia visita che i riad hanno un giardino interno (spesso con alberi di agrumi), mentre i dar hanno cortili piastrellati.
Itinerario per visitare Marrakech in 3 giorni: cosa vedere
Sono arrivata a Marrakech nel tardo pomeriggio e, dopo il check-in, ho dedicato la prima sera a orientarmi tra i vicoli della Medina. È il modo migliore per rompere il ghiaccio con l’energia vibrante della città prima della “full immersion” dei giorni successivi.
Ecco la mia mappa dettagliata dei punti di interesse; spero ti sia utile per orientarti!
Giorno 1: il fascino della Medina e l’arte dei Souk
Se vuoi rimanere subito a bocca aperta inizia il tuo itinerario di 3 giorni a Marrakech dal Jardin Secret. Come dice il nome è un vero e proprio “giardino segreto”: al suo interno troverai piante colorate e rigogliose. La sua storia affonda nel sedicesimo secolo, dopo di che è passato di mano in mano fino a cadere in totale rovina nel corso del Novecento. Negli anni 2000 ha subito un’importante ristrutturazione che ce lo ha riconsegnato all’attuale splendore,

In questo luogo, seduti all’ombra di un olivo o di un albero di agrumi il vociare e la confusione del souk sono un ricordo lontano.
Arriva entro un’ora dall’apertura. Potrai goderti il mormorio dell’acqua e il profumo degli agrumi prima che la folla rovini l’atmosfera.
Usciti giardino, lasciati trasportare dal flusso, nella confusione della Medina tra i colori del souk.
Il souk è il mercato, il cuore brulicante della vita commerciale di Marrakech, dove le piccole botteghe di artigiani e commercianti si susseguono una dopo l’altra mettendo in bella mostra la loro merce cercando l’attenzione dei tanti passanti.

A nord di Piazza Jemaa El Fna trovi la zona più autentica. Non aver paura di perderti: è l’unico modo per scoprire le vere chicche artigianali.
I souk sono divisi per corporazioni, non perdere:
- Souk Semmarine: il più amato e variegato, nel quale spaziare tra dolci tradizionali, pellame, spezie e unguenti curativi della tradizione berbera
- Souk Cherratine, casa degli artigiani pellettieri
- Souk Zrabi, celebre mercato dei tappeti
- Souk Fekharine, luogo in cui si ritrovano i maestri della ceramica
- Souk Seffarine, mercato dei lavoratori del rame e dell’ottone
- Souk Semata, dove immergersi nella tradizione delle colorate babouches, le pantofole marocchine
Questi sono solo alcuni dei 18 souk della Medina di Marrakech che si trovano aperti tutti i giorni dalle 9 alle 21 (tranne il venerdì in cui alcuni tengono chiuso tutto il giorno o hanno chiusura anticipata verso l’ora di pranzo).
A pochi passi dai souk c’è la Ben Youssef Madrasa, un’antica scuola coranica nel cuore della Medina che è un capolavoro di architettura. Nell’ampio cortile centrale troneggia la vasca che veniva utilizzata per le abluzioni degli studenti prima delle preghiera, le pareti circostanti ammaliano per i loro stucchi che si alternano alle zellige, i tradizionali mosaici tradizionali e variopinti fatti di pietre tagliate a mano.
Dopo tanta bellezza (e confusione), rifugiati al 1112 Moroccan Tea House. È un piccolo paradiso all’ombra degli alberi dove ritrovare il silenzio, una sala da tè e ristorante situato in una tranquilla corte interna in cui il profumo dei fiori di arancio si mescola agli aromi delle miscele di tè che si possono degustare in questo piccolo paradiso. Dopo la ressa di turisti della scuola coranica questo è un luogo in cui ritrovare la pace e riposare all’ombra degli alberi e delle piante.

Giorno 2: dal Blu Majorelle al battito di Jemaa El Fna
La seconda giornata del tuo viaggio a Marrakech puoi uscire dalle mura della Medina per visitare i Giardini Majorelle.
Anche questi giardini sono un’oasi di pace unica nel contesto cittadino. Un’esplosione di blu cobalto e piante esotiche. Creati dal pittore Jacques Majorelle e salvati da Yves Saint Laurent, ospitano anche il Museo Berbero e il Museo YSL.
ATTENZIONE! La prenotazione è solo online. I posti sono limitati e finiscono subito: non fare come me, prenota con giorni di anticipo!
Rientra verso la Medina passeggiando per il Gueliz. Questo quartiere moderno è il volto contemporaneo del Marocco, tra centri commerciali e boutique internazionali.
Rientrati nella Medina da Bab Doukkala, visita il Museo delle Confluenze Dar El Bacha. Questo splendido palazzo oltre ai cortili spettacolari, ospita il celebre Bacha Coffee. Se vuoi sederti al bar, preparati a liste d’attesa di circa 3 ore: il mio consiglio è di visitare la boutique e acquistare una miscela da portare a casa.


Concludi la giornata nella piazza più famosa d’Africa. Al calar del sole Piazza Jemaa El Fna si trasforma: incantatori di serpenti, banchi di street food e musicisti creano uno spettacolo unico. Scegli uno dei tanti rooftop per goderti il tramonto e ascoltare il richiamo sincronizzato dei muezzin.

A proposito di muezzin e preghiera, da Piazza Jemaa El Fna si scorge (e si può raggiungere in pochi passi) la Moschea di Koutoubia. Questa grande moschea sovrastata dal suo imponente minareto non è visitabile a chi non è di religione islamica ma ammirarla dall’esterno è già di per sè una splendida esperienza.
Il minareto, la torre che può essere in qualche modo associata ai campanili nei paesi cattolici, da cui tradizionalmente il muezzin intonava il suo canto per richiamare i fedeli alla preghiera (oggi sostituiti in tutta la città da altoparlanti gracchianti) ha gemelli in altri due luoghi. Infatti la sua struttura è stata pres ad esempio per erigere la Giralda di Siviglia e la Tour Hassan di Rabat.
Giorno 3: storia antica e relax totale
Il terzo giorno a Marrakech lo puoi sfruttare per esplorare la parte più a sud della Medina, più legata alla storia dei sultani.
Palazzo El Badi è un antica costruzione del 16° secolo costruita da un sultano per celebrare la grandezza del Marocco. Purtroppo ad oggi dell’antico splendore rimangono soprattutto rovine. Per questo personalmente tra tutti penso che sia quello meno entusiasmante da visitare, a meno che non si scelga di farsi accompagnare da una guida che sveli le storie e i segreti del luogo al di là di quel poco che ad oggi è ancora visibile.
Poco distanti ci sono le Tombe Saadiane, un antico mausoleo in cui si possono ammirare più di 100 tombe decorate con mosaici, dove sono stati sepolti i corpi dei servitori e dei guerrieri della dinastia Saadiana, nonchè il sultano e il resto della sua famiglia.

Per inframezzare il pieno di cultura che offre questa zona di Marrakech, perché non farsi inebriare dai colori e profumi delle spezie? Sebbene i negozietti di spezie si distribuiscano capillarmente in tutta la Medina è proprio qui, a pochi passi dall’ingresso di Palazzo El Bahia che si trova il famoso souk delle spezie. Lasciati “rapire” da uno dei tanti venditori che ti ammalieranno con infinite spiegazioni sulle proprietà di polveri, fiori essiccati, spezie, pietre.

Per terminare il tour nella storia antica di Marrakech puoi visitare successivamente il Palazzo El Bahia, un edificio risalente alla fine del 18° secolo con oltre 150 stanze: d’altronde chi lo fece costruire doveva ospitarvi le quattro mogli ed il numerosissimo harem di concubine. Tra le numerosissime sale si possono ammirare soffitti di cedro intagliato, mosaici zellige, stucchi, vetrate colorate e pannelli di seta.
Anche se in parte in ristrutturazione dopo il terremoto, il cortile centrale resta maestoso.





Chiudi il viaggio con il tradizionale rituale del bagno turco. Io ho speso circa 60€ per un’esperienza completa di massaggio all’Hammam de la Rose che avevo prenotato prima della partenza: il modo perfetto per salutare Marrakech rigenerata nel corpo e nello spirito.

Dove mangiare a Marrakech: i miei indirizzi consigliati
La cucina marocchina è un viaggio nel viaggio. Preparati a sapori che uniscono magistralmente il dolce e il salato: miele, datteri e fichi si mescolano a spezie calde, carne e verdure.
I piatti da non perdere:
- Cous cous: Il re della tavola, spesso servito con sette tipi di verdure.
- Tajine: Lo stufato (di pollo, agnello o vegetariano) cotto nel tipico piatto di terracotta.
- Tanjia: La specialità di Marrakech! Carne cotta lentamente in un’anfora di terracotta. È il piatto tipico dei lavoratori e del periodo del Ramadan.
- Pastilla: Una sfoglia croccante ripiena di pollo speziato, guarnita con zucchero a velo e cannella. Un contrasto dolce-salato sorprendente.
- Briouats: triangoli di pasta sfoglia ripieni di carne speziata o di formaggio di capra o pecora.



Ristoranti con vista e atmosfera
Se cerchi un posto dove ammirare il tramonto mentre le lanterne si accendono, questi sono quelli che ho provato e che ti consiglio:
- La Terrasse du Jardin: Situato a nord della Medina, è un locale moderno distribuito su tre piani. L’atmosfera è calda e romantica, perfetta per una cena speciale tra pezzi d’arte contemporanea.
- La Pergola: Un jazz bar e ristorante nel cuore della Medina. È il posto ideale se cerchi un ambiente un po’ più internazionale e sofisticato, circondato dal verde delle piante.
- Le Bistro Arabe: Qui la tradizione incontra il glamour. Ottimi cocktail (anche analcolici) e una rivisitazione eccellente dei classici marocchini in un ambiente curatissimo.

Esperienze “Local” e autentiche
Per chi cerca i sapori veri senza fronzoli e a prezzi ottimi:
- La Table Berbère: Mi è stato consigliato dal proprietario del mio riad: pochissimi tavoli, un ambiente molto semplice e spiedini alla griglia. Prezzi imbattibili.
- Cafè Restaurant Dar L’hssira: Un piccolo ristorante variopinto su due piani. È il posto perfetto per un pranzo veloce e onesto nel cuore del dedalo della città vecchia.
Pause relax e Tè alla menta
- Moroccan Tea House Restaurant 1112: Una vera oasi di pace. Si trova in un cortile interno silenzioso, lontano dal caos. È il posto ideale per scoprire che il “tè nel deserto” ha mille sfumature diverse a seconda delle miscele.
Molti dei ristoranti più belli si trovano su terrazze (rooftop). Anche se non hai prenotato per cena, sali comunque per un tè alla menta verso l’ora del tramonto: la vista sui tetti di Marrakech e il richiamo del muezzin sono un’esperienza che non dimenticherai.
Visitare Marrakech durante il Ramadan: la mia esperienza
Molti viaggiatori temono che visitare Marrakech durante il Ramadan possa limitare l’esperienza di viaggio. Io stessa ero preoccupata di trovare una città “spenta” o locali chiusi, ma la realtà mi ha piacevolmente sorpresa: l’anima della città resta vibrante, anche se segue ritmi diversi.
Ecco cosa devi sapere se il tuo viaggio coincide con il mese sacro:
Mangiare e bere per i turisti
Nonostante il digiuno dall’alba al tramonto per i fedeli, non avrai problemi a mangiare. I ristoranti nelle zone turistiche e i caffè della Medina restano regolarmente aperti.
Orari e monumenti
Il Ramadan comporta una leggera modifica agli orari di apertura di musei e attrazioni, che tendono ad anticipare la chiusura pomeridiana. Anche nel souk potresti trovare qualche serranda abbassata o orari ridotti in concomitanza con le ore della preghiera. Il mio consiglio è di concentrare le visite principali al mattino.
L’ora dell’Iftar (la rottura del digiuno)
Il momento del tramonto è magico ma particolare. Quando il muezzin annuncia la fine del digiuno, la città si ferma: i fedeli si riuniscono per l’Iftar (il pasto serale).
- Sicurezza: In quest’ora le strade, specialmente fuori dai circuiti turistici, si svuotano completamente. Non è una situazione di pericolo reale, ma la mancanza del solito via vai può creare un po’ di disagio. Ti consiglio di trovarti già in un ristorante o nel tuo riad per quell’ora.
- Atmosfera: Sentirai i canti dei muezzin con un’intensità maggiore. Gli altoparlanti sono ovunque nella Medina: è un richiamo potente che fa parte dell’autenticità del viaggio, ma metti in conto che la sveglia all’alba sarà inevitabile!
Viaggiare tra donne a Marrakech
Viaggiando in compagnia di amiche, mi sono sempre sentita al sicuro. Certo, nelle stradine più labirintiche e meno illuminate della Medina, un po’ di prudenza è d’obbligo, ma non ho mai riscontrato situazioni di pericolo effettivo. Il rispetto reciproco è la chiave: un abbigliamento consono e un sorriso ti apriranno molte porte.
Diciamo che visitare Marrakech durante il Ramadan non è un limite, ma un’opportunità per vedere la città sotto una luce più spirituale e autentica. Basta solo un pizzico di flessibilità in più!



