Sarò sincera, siamo partiti per il nostro primo viaggio in Thailandia impreparati. Sì, perché non è che se hai un blog di viaggi allora sei per forza una tipa organizzata con prenotazioni anticipate, programmi di viaggio delineati e file Excel con budget previsionali. Anzi, in linea di massima i miei viaggi sono abbastanza allo sbaraglio, ma poi è così che capisco cosa è meglio non fare e lo racconto nel blog! 🙂
Ho prenotato con anticipo il volo per Bangkok con le migliori intenzioni ma poi le circostanze mi hanno fatta ritrovare all’ultimo ad organizzare un itinerario di due settimane in Thailandia che in linea di massima avevo definito ma che di definitivo non aveva nulla.
Mi sono quindi seduta sul mio posto finestrino con una guida in mano ed un paio di alberghi e spostamenti interni prenotati. Il resto era nebbia.
PS. Gli alberghi li ho prenotati tutti con Agoda: mi è sembrato la versione asiatica del nostro europeo Booking.com, con tanta scelta di strutture, prezzi facilmente comparabili e politiche di cancellazione ben chiare.
Eppure con il senno di poi non credo che questo sia stato più di tanto un problema: tutto si è svolto nel migliore dei modi, e poi, anche se mi fossi preparata di più leggendo con anticipo informazioni e altre esperienze non sarei comunque stata pronta alle novità che questo mondo per me tanto diverso dal solito mi avrebbe mostrato.
Cosa ho imparato dal mio primo viaggio in Thailandia?
Che la contrattazione é tutto. I prezzi non sono quasi mai esposti quindi sempre meglio chiedere quanto costa e poi “tirare” il prezzo. E comunque in linea di massima il prezzo è contrattabile anche quando è specificato: la regola è provarci sempre.
Noi siamo scarsissimi con la contrattazione ma con il passare dei giorni abbiamo avuto la sensazione di essere migliorati almeno un po’. [lasciaci crogiolare nell’autoconvinzione]
Che i tuk tuk sono il male. I tuktukkari sono insistenti e spericolati, cercano di i fare deviazioni per portarti dove vogliono loro… Ovvio non ci siamo fatti mancare un paio di viaggi (non si può non testarli), ma ci sono bastati.

Che i taxi sono economici, a volte anche più di una combinata di mezzi pubblici, soprattutto se viaggi in 2 o più persone. Sono più economici anche dei tuk tuk se sei scarso nella contrattazione come lo siamo noi, e poi hanno l’aria condizionata e una volta a bordo non ti intossichi nello smog della città. Di contro bisogna sempre chiedere di attivare il tassametro perché molti fanno finta di nulla e applicano una tariffa forfait (ma non bisogna andare in Thailandia, succede spesso anche da noi!). Più volte abbiamo fermato taxi che prontamente abbiamo lasciato ripartire perché si rifiutavano di attivare il taxi-meter… Beh ciao tassista, di taxi è piena Bangkok!
A proposito di taxi: la maggior parte non capisce un h di inglese e riuscire a spiegare dove farsi portare é spesso un’impresa, qui puoi trovare delle dritte sui taxi di Bangkok!
Che “le regole non esistono esistono solo le eccezioni” cit. (almeno nel codice della strada thailandese).
Che la Rough Guides non ha sempre ragione, ma a volte si.

Che i thailandesi mangiano SEMPRE.
Che il thailandese medio ha in sé una punta di truzzaggine.

Che i thailandesi sono sì sorridenti e gentili ma non si impietosiscono davanti ad un turista ignorante. E come dargli torto.
Insetti fritti? Magari al prossimo viaggio. Questa volta non ce la siamo sentita.

Che la carta igienica è di estrema tendenza: immancabile su tavoli di ristoranti e scrivanie. Non capisco se la usano come noi usiamo le salviette oppure se se la portano appresso perché non si sa mai quando e dove può manifestarsi il bisogno.

Che non riesco ad immaginarmi l’utilizzo della pistola d’acqua che si trova in tutti i bagni. E se è una sottospecie di bidet preferisco non immaginare.
Che il geco è l’unico animale della sua specie a emettere dei versi. E che i versi che emette sanno farti sobbalzare nel bel mezzo della notte.
Che ci sono scimmie che amano farsi la doccia.
Che i personaggi da Jersey Shore esistono, non sono un’invenzione televisiva (e amano bere birra sulle spiagge della Thailandia).
Che gli asiatici hanno un problema serio con i selfie.
Che i tramonti thailandesi sono uno diverso dall’altro, tutti da lasciare a bocca aperta… qualcosa che non scorderemo mai.

Che questo é solo un assaggio di questa nazione e che vogliamo continuare a scoprirne le sue innumerevoli sfaccettature.
Ok, forse abbiamo generalizzato un po’ troppo in alcuni casi, ma si tratta di situazioni nelle quali ci siamo ritrovati veramente e che ci hanno sorpreso e fatto sorridere un bel po’.
Anche tu hai avuto uno “shock culturale” (nel senso buono o cattivo del termine) durante il tuo primo viaggio in Thailandia (o in Asia)? Condividilo tra i commenti!
A questo punto se è la tua prima volta in Thailandia non ti resta che proseguire la lettura con il mio post A Bangkok come in una centrifuga, per avere un po’ di sensazioni a caldo del mio primo impatto con la capitale thailandese.




Ciao Vale, questo post mi fa sorridere perchè mi ricorda tanto il mio primo viaggio in Asia.
Tutto ciò che dici è vero e se avrai modo di andare in altri paesi asitici ti renderai conto che la Thai tutto sommato è la più “occidentalizzata”.
Ad esempio, in Vietnam i “doccini” incorporati al wc sono l’unico modo per pulire meglio il water… Non esiste lo scopettino (e forse è anche più igienico, se così si può dire :)).
In Sri Lanka i tovaglioli non esistono nei locali più spartani, ci si pulisce con dei fogli di carta… Ruvidi e taglienti 🙂
E i tuk tuk, sono tremendi ma per qualche strano motivo io li adoro! Un bacione!
Stefy mi consolo nel constatare che certe cose non hanno lasciata sorpresa solo me! ^_^ Sono giustificata perché sono ancora una newbie dell’Asia :p
La Thailandia è stata volontariamente il nostro primo approccio all’Asia, cercavamo qualcosa di “soft” e credimi che ora vorrei partire immediatamente per scoprire gli altri paesi che hai nominato: Vietnam e Cambogia in primis, ma anche lo Sri Lanka (oltre a te anche un’amica ci è stata da poco), il Nepal (il viaggio di Elena di questi giorni)… Ogni foto, ogni parola sono un’ispirazione! 😀
Ciao Vale! Leggendo ho sorriso ad ogni riga perché in effetti ho pensato anche io a queste cose durante il nostro primo viaggio in Thailandia a settembre…
Era anche per noi il primo approccio con l’Asia e dopo i consigli di tutti – come dici tu, per iniziare in modo “soft” – abbiamo optato anche noi per la Thai!
Nonostante BKK non mi sia piaciuta come impatto il resto l’ho adorato!
Ora che mi ci fai pensare anche io dicevo sempre a Diego “Ma perchè hanno carta igienica ovunque??!”
E per gli insetti anche noi non ce la siamo sentita >.<
Ciao Elisa, leggere il tuo commento mi consola perché mentre scrivevo il post mi sentivo una pivellina! >.< E invece ho fatto solo bene perché ho scoperto che la nostra meraviglia è condivisa con i tanti viaggiatori che per la prima volta entrano in contatto con questa cultura così diversa e che queste sensazioni di sorpresa e meraviglia difficilmente torneranno quindi sono preziosissime! Dai che la prossima volta si provano gli insetti, non abbiamo scuse! ^_^
La contrattazione: brutta bestia….prima ti sconvolge, poi ne diventi parte e cominci a contrattare qualsiasi cosa…che risate!! Per i taxi mi sono permesso di fare un post guida anche io sul mio blog, tanti consigli su come prendere un taxi a BKK. Per quanto riguarda gli animali me ne sono fatto una ragione. A Koh Tao avevo un bungalow in cui ne avevo almeno 3/4 di geki..però se ne sono stati al loro posto…per fortuna! :-D!
Hai ragione sulla contrattazione! Alla fine contrattavamo per ogni singola cosa e non ci lasciavamo impietosire da niente e nessuno! ^_^
E’ impressionante perchè chiunque sia stato in Thai ha avuto le stesse esperienze: si è fatto fregare per i primi 2 giorni da tassisti e tuktuker, c’è rimasto male trovandosi i geki in camera e si è accorto che la carta igienica è sui tavoli dei ristoranti ma non nei bagni.
Beh noi non ci siamo rimasti male, semplicemente non avendo mai visto quel mondo prima abbiamo osservato tutto con gli occhi sorpresi e meravigliati di chi scopre qualcosa per la prima volta, credo sia una cosa molto bella ed è fantastico che sia una cosa comune perché accorgersi delle differenze, studiarle e interiorizzarle significa “vivere” veramente un posto! 🙂
Buoni viaggi
Valentina