Ci sono opere capaci di raccontare una storia senza bisogno di parole. Tra i maestri dell’architettura contemporanea, Carlo Scarpa è stato un maestro indiscusso in questo: un architetto e designer veneto capace di trasformare la materia in emozione pura.
Fin dai primi anni alla Facoltà di Architettura di Venezia, i docenti ci invitavano a visitare di persona le sue opere per comprenderne al meglio la forza espressiva. Eppure, solo di recente sono riuscito a visitare la Tomba Brion a San Vito di Altivole, vicino Asolo, durante un itinerario in camper tra Bassano del Grappa e dintorni.

La storia del Memoriale Brion di Scarpa: un inno all’amore oltre la vita
Commissionato nel 1969 da Onorina Brion Tomasin per onorare la memoria del marito Giuseppe Brion (fondatore della celebre azienda Brionvega, icona del design Made in Italy), il Memoriale Brion fu progettato da Carlo Scarpa e realizzato tra il 1970 e il 1978.
Scarpa amò talmente la sua opera da considerarla il suo testamento spirituale, tanto da chiedere ed ottenere di esservi sepolto lui stesso.
Dal 2022, per decisione della famiglia Brion, il Memoriale è diventato Bene del FAI, unendosi ad altre importanti opere dell’Architetto Carlo Scarpa, come il negozio Olivetti in Piazza San Marco e la Fondazione Querini Stampalia (di cui puoi approfondire nel mio articolo sulle architetture contemporanee di Venezia).
L’architettura tra simboli e materia
Il Memoriale Brion, situato ai margini del piccolo cimitero di San Vito d’Altivole, è una delle massime opere espressive scarpiane, dove si percepisce effettivamente la maestria con la quale l’Architetto Carlo Scarpa riesce a plasmare il calcestruzzo, combinandolo con estrema sapienza ad altri materiali decorativi come il vetro ed il bronzo e mettendolo in relazione elementi naturali come l’acqua. Il risultato è un racconto che genera una vera e propria esperienza fisica da raggiungere attraverso i sensi.
Il complesso si sviluppa su un’area a forma i “L” al cui interno si percepisce intensamente la filosofia zen.
Gli elementi più caratteristici sono:
- I due cerchi intrecciati (Propilei): L’ingresso accoglie i visitatori con la celebre apertura a “vesica piscis” o fedi nuziali intrecciate, cornice perfetta sul verde e simbolo del legame indissolubile tra la vita e la morte.
- L’Arcosolio: Il cuore del monumento ospita i sarcofagi di Giuseppe e Onorina sotto un ponte curvo in cemento, posizionati in modo da inclinarsi l’uno verso l’altro in un abbraccio eterno.
- Il Padiglione sulla Vasca d’Acqua: Un tempietto di meditazione circondato da ninfee e canali d’acqua, dove la luce e i riflessi invitano al silenzio.
L’esperienza di visita, un percorso per i sensi
Piuttosto che soffermarmi unicamente sui dettagli storici o compositivi, vorrei trasmetterti ciò che si prova varcando la soglia di Tomba Brion.
Attraversa l’ingresso principale lentamente e silenziosamente guardati attorno, ascolta il lento rumore dell’acqua che scorre e osserva le nuvole isolate dalla cinta muraria che circonda tutto il perimetro. Se sarai fortunato ad essere da solo o circondato da pochi altri visitatori potrai percepire una sensazione di pace e meditazione davvero unica.

Le mie aspettative erano altissime, ma la forza narrativa del complesso le ha ampiamente superate. A livello emotivo, le percezioni provate al suo interno mi hanno ricordato molto quelle vissute nella Torre dell’Olocausto del Museo Ebraico di Daniel Libeskind a Berlino.
Informazioni utili per visitare Tomba Brion
L’accesso al Memoriale per le visite in autonomia è gratuito negli orari di apertura previsti. È inoltre possibile partecipare alle visite guidate organizzate dal FAI (su prenotazione tramite il sito del Fondo Ambiente Italiano).
Generalmente aperto dal mercoledì alla domenica (dalle 10:00 alle 18:00 nel periodo estivo/primaverile; dalle 10:00 alle 17:00 nei mesi autunnali e invernali). Controlla sempre il sito ufficiale del FAI per eventuali variazioni stagionali o aperture straordinarie.
Infine, ti lascio con un po’ di foto che possono solo dare un’idea di ciò che è effettivamente questo monumento.





































Complimenti per l’artico e per la potenza espressiva delle foto!
Carmen