L’ultima tappa del nostro viaggio nella Spagna del Nord è Vitoria, ci siamo lasciati alle spalle le affascinanti Leon e Burgos, per ritornare verso la Costa Basca.
Durante il viaggio restiamo tutti un po’ sorpresi nello scoprire come il passaggio dalla Castilla ai Paesi Baschi avvenga improvvisamente non appena sbuchiamo fuori da una delle gallerie dell’autostrada. Lasciamo paesaggi assolati e brulli, in stile far west, per piombare in un ombroso susseguirsi di colline verdeggianti.
A Vitoria a caccia di scatti
Per spezzare il tragitto decidiamo di fermarci per pranzo a fare una breve visita a Vitoria, capoluogo dei Paesi Baschi, meta poco battuta dal turismo di massa. Tuttavia ne restiamo ammaliati, scoprendo una città raffinata, curata e a tratti sorprendente, a cominciare da un centro storico incantevole sul quale domina la trecentesca Iglesia de San Miguel. Ci rilassiamo un po’ girovagando senza particolari mete tra le vie che affluiscono alla Plaza de la Virgen Blanca, scoprendo tra i saliscendi della città gustosi murales che addobbano e abbelliscono i muri delle abitazioni.
Mi diverto così a trovare qualche spunto fotografico, cercando di sfruttare le geometrie create dalle ombre del sole per enfatizzare gli angoli più caratteristici.
L’orario in cui arriviamo in un posto è spesso fondamentale per “indirizzare” le nostre scelte fotografiche: laddove ci siano forti contrasti creati dalle ombre, è bene provare a sfruttare il gioco di chiaroscuri per rafforzare l’impatto visivo, magari giocando ad inserire elementi umani tra le geometrie naturali della scena. Cercare di fotografare gli edifici o i monumenti più caratteristici quando su essi ci sono forti variazioni di luci e ombre non solo vanifica il nostro intento “documentaristico”, ma rischia di impattare negativamente sulla stessa qualità tecnica delle immagini che andiamo a raccogliere a causa dell’eccessiva variazione di luminosità.
Vero che alcune fotocamere di buon livello permettono di recuperare in post produzione ombre e luci in modo a volte inaspettato, ma una buona scelta espositiva in fase di ripresa limiterà gli interventi che dovremmo fare sulle nostre immagini una volta tornati a casa.
Vitoria offre diversi spunti e rispetto ad altre mete più turistiche mi ha dato lì impressione di essere una buona sintesi per comprendere più a fondo lo spirito e l’essenza dei Paesi Baschi. Riprendiamo così il nostro viaggio verso la costa, senza una meta prefissata: la costa basca è talmente ricca di posti da scoprire che ci affidiamo alla “fortuna” decidendo di fermarci in base all’estro.
Getaria: tuffi al molo
Quasi per caso, scopriamo in questo modo la medioevale Getaria, villaggio di pescatori in cui si affaccia una piccola spiaggia di sabbia riparata dalle forti correnti dell’Atlantico, cosa che la rende piuttosto sicura e per questo molto frequentata dalle famiglie con bambini.
Ne approfitto per lasciare i miei compagni di viaggio ad un bagno ristoratore e fare da solo quattro passi tra le banchine del porto.
Qui, scopro che uno dei giochi più diffusi del luogo è sfruttare gli alti moli e le acque profonde per tuffarsi dalle banchine. Decine di ragazzi del posto, di varie età, anche piuttosto piccoli, si divertono sfidandosi in tuffi arditi, sotto gli occhi ammirati delle amichette e perfino di qualche padre orgoglioso nell’insegnare i trucchi di una pratica che capisco essere tramandata di generazione in generazione. Finito il mio giro “fotografico”, recupero il resto della truppa per rimetterci in strada, in direzione di San Sebastian, una delle località di villeggiatura più alla “moda” di tutta la costa basca.
Surf a Zarautz
Lungo la spettacolare strada costiera che si dipana verso est notiamo tuttavia una spiaggia molto ampia e popolata, incorniciata da una lunga serie di piccole tende variopinte. La scena è talmente suggestiva che decidiamo di fare una tappa non prevista per scoprire qualche cosa di più questa località.
Si tratta di Zarautz, cittadina turistica molto conosciuta dagli spagnoli e meta ambitissima per i surfisti.
Qui sul lungo mare, decidiamo di gironzolare sulla frequentatissima passeggiata tra le innumerevoli scuole di surf e i tanti locali che si affacciano sulla spiaggia. L’atmosfera è certamente affascinante, resa quasi irreale dalle lunghe ombre che il sole basso sull’orizzonte produce.
Decidiamo così di gustarci il momento e aspettiamo pazienti il tramonto, che inaspettatamente ci regala una scena magica, in cui le goccioline d’acqua spruzzate dalle potenti onde oceaniche restano sospese nell’aria diffondendo delicatamente gli ultimi raggi del sole a conclusione di una indimenticabile giornata. Estasiati da quel momento, realizziamo che anche la nostra giornata sta per concludersi.
I bimbi sono esausti e ripartire per la frequentatissima San Sebastian ci pare un azzardo eccessivo.
Non ci resta che sederci a gustare il panorama, con lo sguardo fisso verso l’oceano, cercando di riavvolgere il nastro del nostro viaggio alla ricerca dei momenti migliori. A volte, le immagini più significative sono proprio quelle che abbiamo potuto solo fissare nella nostra memoria posando per un attimo la nostra attrezzatura per fermarci a respirare a pieni polmoni le meraviglie che, spesso inaspettatamente, ogni viaggio ci permette di scoprire.
Così come è accaduto a noi in questa occasione in cui abbiamo preferito cambiare i nostri programmi per poterci gustare un momento davvero magico, con la promessa di tornare un giorno sulla meravigliosa costa basca per scoprire la rinomata San Sebastian o per ritornare sulle tracce dei tanti sorprendenti paesini che abbiamo potuto solo scorgere in questo nostro lungo viaggio nella Spagna del Nord.
Buona luce a tutti! Alla prossima! 🙂
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