Friuli Venezia Giulia, Italia

Yogurt e frico: il mio Altopiano del Montasio

altopiano del montasio

Quando sono nelle “mie” montagne, quelle familiari del Tarvisiano, il Montasio mi pare sempre dietro l’angolo perché – sia che ci si giri da una parte o dall’altra – quella montagna rocciosa compare e la sua presenza ingombrante si fa percepire agli angoli degli occhi e dietro le spalle.

altopiano del montasio

Come raggiungere l’Altopiano del Montasio

In realtà raggiungere l’Altopiano del Montasio non è poi così immediato come sembra: sia che si arrivi da Tarvisio o da Chiusaforte quasi 40 minuti alla guida sono assicurati.

Da Tarvisio si supera il silenzioso paesino di Cave del Predil sovrastato dallo scheletro delle omonime miniere: incutono un leggero timore – è vero – ma al contempo suscitano curiosità e ti ammiccano, invitandoti a fermarti per lasciarti catturare dal loro fascino. Un po’ più avanti tra le montagne si nasconde incastonato tra le montagne il bellissimo lago del Predil che in qualsiasi stagione regala paesaggi e colori mozzafiato; quindi si prosegue fino all’ingresso di Sella Nevea per poi deviare a sinistra lungo una stradina in salita che porta – finalmente – fino alla piana in quota.

Ad onor di cronaca già da Sella Nevea ci sono sentieri che salgono fino all’Altopiano del Montasio, ma io sono pigra e lassù – non me ne vogliate – ci arrivo volentieri in auto, parcheggio ai margini della piana e solo allora proseguo a piedi.

Dal parcheggio sull’Altopiano si possono imboccare due stradine: la prima di sassi si arrampica verso la montagna per raggiungere il rifugio Giacomo di Brazzà (1.660 mt.), la seconda, asfaltata per il primo tratto, prosegue in piano e raggiunge Malga Montasio (1.502 mt.).

Escursione gourmet all’Altopiano del Montasio

Tutte le volte che faccio un’escursione all’Altopiano del Montasio seguo un’itinerario che per me è una consuetudine e più che essere una vera e propria escursione è più che altro una passeggiata gastronomica.

altopiano del montasio

Io di solito incomincio con una camminata tranquilla fino al Rifugio di Brazzà: è estremamente facile, si impiegano circa 40 minuti per raggiungerlo con un dislivello di 150 mt, in pratica è proprio un’escursione adatta a tutti. Il premio che mi aspetta lassù è un piatto di frico fumante con la polenta o un pezzettone di torta fragrante.

Il sentiero (o meglio la stradina) è esposto al sole in tutta la sua lunghezza quindi per esperienza vi dico che è meglio dotarsi di un cappellino. Non dimenticate comunque di portare con voi anche un pile o una giacca a vento perché –  se si escludono le giornate estive più calde – a quest’altitudine sorprendono facilmente temperature molto frizzantine.

altopiano del montasio

Sul Montasio la vegetazione è scarsa: qua e là ci sono degli alberi ma prevalgono soprattutto il prato e i bassi arbusti (come le siepi di pino mugo che danno pigne profumate che se correttamente conservate regalano un ottimo sciroppo curativo).
Se non ci sono altri escursionisti all’orizzonte potreste pensare di essere soli – solo voi e la natura – ma basta un passo in più nella direzione sbagliata che all’orecchio giungono una serie di fischi consecutivi: aguzzando bene lo sguardo capirete che il verso proviene dagli inquilini dell’Altopiano, intere famiglie di marmotte che si avvertono l’un l’altra della presenza di estranei. In tutto questo ovviamente non mancano le mucche che ignorando voi e le marmotte continuano pacifiche e disinteressate a brucare l’erba.

altopiano del montasio

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Una volta raggiunto il Rifugio Brazzà io amo sedermi all’esterno su una delle panchine, guardare oltre la staccionata e abbracciare con lo sguardo l’intero altipiano: immancabilmente tutto intorno a me si zittisce e le parole si perdono di fronte allo splendore della natura.
Il tempo sembra scorrere inesorabile mentre le nuvole si rincorrono in cielo mentre io, silenziosa spettatrice, riprendo fiato indecisa se mettere qualcosa sotto i denti lì in rifugio o scendere alla malga. Di solito la mia scelta preferita è pranzare in rifugio e optare per un dolce a Malga Montasio.

Gli animi avventurosi (o semplicemente quelli allenati) proseguono il loro trekking in quota fino a Cima di Terrarossa (sentiero CAI 622) ed eventualmente fino allo Jôf di Montasio, dove non è insolito incontrare gruppi di regali stambecchi.

altopiano del montasio

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Io mi fermo al rifugio ed ordino una zuppa o un frico con la polenta (e la salsiccia se proprio voglio esagerare), poi ridiscendo per il sentiero e proseguo ad anello fino alla Malga Montasio, percorso che richiederà al massimo un’altra mezzora.

Malga Montasio visto quanto è facile raggiungerla in auto è spesso affollata, soprattutto nei weekend estivi. Qui la scelta di piatti è vasta (molto più che su al rifugio, dove il pasto è più frugale e la scelta si limita a 3-4 pietanze) e sono molti quelli a base di prodotti caseari della malga, come formaggi, latte, yogurt, ricotta.

Lo spaccio della malga è solo qualche porticina più in là, nello stesso stabile: quando entri il profumo del formaggio allineato negli scaffali ti riempie le narici e ti verrebbe da acquistare un pezzettino di tutto. Io qualcosa lo compro sempre, di solito non mi faccio mancare una bottiglietta di yogurt naturale o ai frutti di bosco, che poi mi spazzolo la mattina seguente a colazione con i cereali e un po’ di frutta fresca.
(La Malga Montasio chiude per l’inverno da ottobre ai primi di maggio)

Ancora uno sguardo allo Jôf di Montasio che mi osserva maestoso e ai prati che diradano in scie di sassi e si trasformano in rocce. Così termina la mia passeggiata godereccia: io il Montasio me lo vivo così, in mezzo alla natura, ma soprattutto alla ricerca di cibo buono.