A Boccadasse, borgo marinaro di Genova, sembra che un bambino si sia divertito a giocare con i Lego colorati creando un mix di colori e di forme inerpicate tra scogli e terra. Qui nelle calme giornate di primavera l’atmosfera è tranquilla e rilassata: qualche turista curioso che si spinge fino a questo quartiere di Genova, ragazzi che fanno stretching dopo una corsa lungo mare, genovesi che cercano un po’ di relax per gli occhi, le orecchie ed il corpo di fronte al mare.
Ittiturismo e pescaturismo a Boccadasse
Da Piazza Enrico Bassano ho la prima visuale su Boccadasse: uno sguardo privilegiato che dalla chiesa osserva la spiaggia ed il promontorio di case. Resto un po’ così, di fronte a quel dipinto d’acquerello ad ammirare i colori e la delicatezza delle sfumature. Boccadasse Quindi scendo alla spiaggetta dove incontro Mario, giovane pescatore proprietario del gozzo che, a meno che non si arrivi al mattino molto presto, è adagiato sulla spiaggia di sassi. Tutto l’anno ogni mattina, eccetto nei giorni in cui il mare è molto mosso, Mario esce a pescare con il suo gozzo: l’ha sempre fatto fin da piccolo, quando usciva in mare con il nonno, ed è una di quelle cose che lo rendono felice e che in molti potrebbero invidiargli: la passione e lavoro che coincidono.
Mario fa ittiturismo e pescaturismo: chi vuole provare a pescare lo contatta e al mattino presto si fa trovare sulla spiaggia di Boccadasse dove parte con lui a bordo del gozzetto. Mario gli spiega come si pesca in mare e trascorrono insieme una normale giornata da pescatori; una volta rientrati il pesce viene cucinato e poi mangiato nel nuovissimo locale “GE 8317” che prende il nome proprio da quella barca che accompagna in mare Mario ogni giorno e che da ormai 65 anni è una costante sulla spiaggia di Boccadasse tanto da diventarne un simbolo. Il piccolo gozzo sulla spiaggiaL’attività di pescaturismo di Mario è volta anche ai bambini: organizza incontri con le classi dove spiega come si pesca, quali sono i pesci che vengono pescati nel mare di Genova… E allo stesso tempo d’estate, tornato dalla sua pesca giornaliera, sulla spiaggia fa delle attività con i bambini per fargli scoprire il mare e la pesca.
Dove mangiare pesce a Boccadasse
Al GE 8317 si beve un aperitivo, un cocktail o una sangria, magari accompagnati da delle triglie passate in padella o da pesce fritto, oppure si può proprio pranzare o cenare. Sempre che si abbia prenotato in tempo o si sia fortunati nel trovare immediatamente posto: il locale è piccolino e molto richiesto, anche se ha aperto solo da qualche settimana! GE8317 A Boccadasse comunque non è l’unico ristorante di pesce valido, ovviamente ce ne sono anche altri, come Osvaldo che propone piatti a base di pesce tradizionali genovesi: la panissa (una farinata di ceci che viene stesa, tagliata a fettine e fritta nell’olio bollente), il cappon magro (un piatto povero a base di diversi tipi di pesce e di verdure che è molto elaborato da preparare) per finire con il latte dolce fritto (una sorta di crema pasticciera anch’essa fritta). Panissa Cappon magro Crema di latte fritta Boccadasse comunque non è solo cibo, è anche il piacere di trascorrere una bella giornata al mare sulla sua spiaggetta di sassi che solitamente è una delle destinazioni di mare preferite dai genovesi vista la vicinanza alla città.
Pochi passi tra le strette crêuze in salita e si arriva a Via Al Capo di Santa Chiara: qui da un piccolo punto panoramico si può puntare lo sguardo verso Levante, l’orizzonte blu e – a destra – su Boccadasse e in lontananza il tramonto. Verso Levante Tramonto su Boccadasse
Molto carino questo borgo 🙂 E bella l’idea del pescaturismo, mai provata nemmeno altrove 😉
Sembra che ultimamente sia in voga il pescaturismo: un’occasione per provare mestieri quasi dimenticati e poi mangiare quello che ci si è guadagnati! 🙂
Che posto fantastico, e tu l’hai dipinto benissimo, sia con le parole che con le foto! Adoro la metafora delle costruzioni dei bimbi con i Lego, e rende perfettamente il concetto! 🙂
Grazie Pam! :*
Da genovese posso dire che tu sia riuscita a descrivere benissimo questo borgo di pescatori! 🙂 Da un po’ di anni abito in Piemonte e – a causa dei vari impegni – torno nella mia città natale per le feste, non sai quanto mi mancano certe prelibatezze, tra cui i “dolci fritti” (così chiamo io la crema di latte fritta).
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Molto carino questo borgo 🙂 E bella l’idea del pescaturismo, mai provata nemmeno altrove 😉
Sembra che ultimamente sia in voga il pescaturismo: un’occasione per provare mestieri quasi dimenticati e poi mangiare quello che ci si è guadagnati! 🙂
Che posto fantastico, e tu l’hai dipinto benissimo, sia con le parole che con le foto! Adoro la metafora delle costruzioni dei bimbi con i Lego, e rende perfettamente il concetto! 🙂
Grazie Pam! :*
Da genovese posso dire che tu sia riuscita a descrivere benissimo questo borgo di pescatori! 🙂 Da un po’ di anni abito in Piemonte e – a causa dei vari impegni – torno nella mia città natale per le feste, non sai quanto mi mancano certe prelibatezze, tra cui i “dolci fritti” (così chiamo io la crema di latte fritta).
Grazie Fiammetta!